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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Pubblico impiego in piazza il 16 dicembre, le ragioni dello sciopero

Il corteo partirà alle 8 per dirigersi verso piazza Dante e manifestare sotto il palazzo della provincia

Partirà alle 8 di giovedì 16 dicembre lo sciopero del comparto pubblico trentino annunciato dai sindacati di categoria. La mobilitazione è infatti confermata anche dopo il tentativo di mediazione di lunedì: prima l'apertura del presidente Maurizio Fugatti, che aveva garantito l'impegno per riaprire una trattativa sugli arretrati con i fondi dell'assestamento di bilancio 2022, poi gli incontri tra i segretari delle sigle e gli assessori Achille Spinelli e Mario Tonina.

"Risposte parziali o interlocutorie" la risposta dei sindacati che promuovono lo sciopero: Fp Cgil, Flc Cgil, Cisl Fp, Cisl Scuola, Uil Fpl, Fenalt, Nursing up e Satos. Quei pochi passi avanti fatti (cioè lo stanziamento di 63,3 milioni a partire dal 2022 e il rifinanziamento del premio covid per il personale sanitario), sono stati secondo le sigle frutto della mobilitazione e non certo della volontà della giunta di venire incontro ai lavoratori.

Da qui lo sciopero, che partirà dalla prefettura di Trento per poi raggiungere in corteo il palazzo della provincia in piazza Dante, dove scatterà il presidio vero e proprio.

Quattro le rivendicazioni principali dei sindacati:

  • risorse da subito per gli arretrati. In tutto circa 1350 euro pro capite (la vertenza interessa 35mila lavoratori) per il triennio 2019/2921. Ad oggi la giunta ha garantito solo l'indennità contrattuale, quantificata in circa 20 euro mensili;
  • risorse per gli ordinamenti professionali, prevedendo dei nuovi stanziamenti per avviare la revisione del sistema di classificazione e delle progressioni di carriera;
  • risorse per l'indennità infermieristica, professioni sanitarie e oss del sistema sanitario trentino, così come previsto a livello nazionale sin dalla legge di bilancio dello scorso anno;
  • estensione premio covid per tutto il personale coinvolto, come quello che opera nelle case di riposo.

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