Braccianti dalla Romania isolati a gruppi di quattro, pronta un'ordinanza

Una procedura elaborata dalla Giunta provinciale prevede una sorta di "quarantena attiva". Si attende il parere del Commissariato del Governo

Braccianti dall'Europa dell'Est, a gruppi di quattro sia in camera che nei campi. Questa è l'idea di "quarantena attiva" anticipata in un comunicato stampa della Giunta provinciale, che sarà oggetto di un'apposita ordinanza di prossima emanazione. L'ipotesi era già contenuta in una lettera inviata alla ministra del Lavoro Bellanova, che era stata raggiunta il giorno seguente da un'altra lettera, da parte dei sindacati trentini, nettamente contrari.

Ora la Provincia annuncia "una procedura per gestire l'ingresso in Trentino di circa seimila lavoratori provenienti per lo più dall'Est Europa". L'emergenza braccianti, lo ricordiamo, è scattata dopo le disposizioni adottate dal Ministero della Salute, che ha imposto la quarantena obbligatoria per chi proviene da Romania e Bulgaria.

Quarantena attiva: ecco di cosa si parla

Queste persone, in teoria, dovrebbero rispettare un periodo di isolamento per 14 giorni una volta entrati in Italia. La norma ha messo in crisi le aziende agricole, che si preparano alla raccolta delle mele ed alla vendemmia. La Giunta si è fatta carico delle richieste delle associazioni di categoria ed è arrivata ad elaborare una procedura chiamata "quarantena attiva". Procedura che, specifica la nota, è ancora in via di definizione con il Commissariato del Governo.

"In breve - spiega la nota - le aziende agricole sono chiamate ad allestire luoghi controllati per gruppi di massimo quattro persone, per isolare meglio eventuali insorgenze di contagio e per facilitare l'attività di contact tracing". Facile immaginare che i contatti saranno ridotti al minimo, e che i gruppi di quattro saranno di fatto isolati dagli altri lavoratori, compresi i connazionali. 

Con questa mossa, assicura la Provincia, saranno fatti entrare in Trentino 6.000 lavoratori dall'Europa dell'Est. Nel frattempo, secondo i dati ufficiali, 1.500 residenti hanno risposto alla chiamata lanciata dall'assessorato all'Agricoltura, iscrivendosi alle apposite liste, in attesa di essere contattati dalle singole aziende. In primavera gli iscritti alle liste erano più di 6.000 ma pochissimi hanno poi effettivamente ottenuto un lavoro in agricoltura. In ogni caso si stima che nel periodo della raccolta mele e della vendemmia in Trentino ci sia bisogno di circa 18.000 lavoratori. 

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