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Mascherine all'aperto: fra quanto potremo non indossarle più

Fine del coprifuoco per tutti da lunedì 21 giugno, entra in vigore l'ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza: chi arriva dal Regno Unito, dove la variante Delta dilaga, dovrà sottoporsi a una quarantena di cinque giorni

Dal 28 giugno tutta l'Italia sarà bianca ed è probabile che da quel momento l'utilizzo della mascherina all'aperto possa essere considerato non più necessario. Questo, però, deve essere ancora deciso è la decisione potrebbe ricadere anche sul 5 luglio, una settimana dopo. Mentre la scadenza del coprifuoco è arrivata, una delle più restrizioni rimaste indigeste a moltissimi, si attende il parere del Cts (Comitato tecnico scientifico) sulle prossime mosse per contrastare il contagio, seppure in discesa. Alcuni esperti sottolineano l'importanza di tenere monitorata la questione "varianti", anche in questo momento in cui la situazione è molto più calma. C'è una variante, la Delta, la cui evoluzione va monitorata. Entra in vigore l'ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza: chi arriva dal Regno Unito, dove la variante Delta dilaga, dovrà sottoporsi a una quarantena di cinque giorni
 

Mascherine

I 12 membri del Comitato Tecnico Scientifico si riuniscono ancora, nell'ultima parte del mese per un confronto serrato. Si potrebbe ragionevolmente decidere di fissare il termine dell'obbligo quando tutto il Paese sarà in zona bianca, dunque dal 28 giugno, aspettando che anche la Valle d'Aosta, l'unica regione ancora gialla, cambi colore (il resto del Paese è bianco da lunedì 21 giugno). Sembra tramontare invece, di fronte al trend costante di numeri in calo sui contagi, l'ipotesi dello stop delle mascherine all'aperto a metà del prossimo mese. La mascherina andrà comunque indossata nei luoghi a rischio assembramento. Il dibattito sui tempi per arrivare a uno stop di questa misura per le mascherine all'aperto è in corso da giorni e si è acceso dopo che la Francia ha scelto di eliminare l'obbligo. Stessa scelta anche dalla Spagna. «Questo è stato l'ultimo weekend con l'obbligo» della mascherina all'aperto, ha detto il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez al Cercle d'Economia di Barcellona, annunciando che proporrà lo stop dal 26 giugno. 

Addio al coprifuoco

Inoltre, da lunedì 21 giugno scade in tutta Italia la misura del coprifuoco. In Trentino era finito la settimana prima. In tutta Italia quindi, ora, non sono previsti orari per il rientro a casa. Sarà sciolta a breve la riserva sull'apertura delle discoteche, che dovrebbero poter ripartire dagli inizi di luglio e sicuramente con l'obbligo del green pass. L'utilizzo del certificato verde sarà operativo dal prossimo 28 giugno nel nostro Paese e dal primo luglio sarà utile per spostarsi in tutta Europa, con la possibilità di ottenere il Qr Code attraverso le app Immuni e su IO oppure stampandolo in farmacia o con il supporto del medico di base. Scatta oggi anche l'ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza: chi arriva dal Regno Unito, dove la variante Delta dilaga, dovrà sottoporsi a una quarantena di cinque giorni. I numeri dell'ultimo bollettino continuano ad essere rassicuranti: nelle ultime 24 ore sono 881 i nuovi contagi e 17 le vittime, con il tasso di positività stabile allo 0,59% e soltanto 12 ingressi in terapia intensiva (389 le persone ricoverate nei reparti di terapia intensiva in tutta Italia). Si tratta di numeri ai minimi dell'anno e che sono paragonabili a quelli di inizio ottobre 2020.

"La mascherina all'aperto possiamo toglierla"

«La mascherina all'aperto possiamo toglierla, soprattutto se siamo vaccinati. Ma dobbiamo rimetterla se non possiamo restare distanti o se ci troviamo in situazioni in cui si urla o si canta. In questo caso il virus si diffonde più facilmente. Fatico a immaginare che rivivremo le ondate del passato, soprattutto in termini di ricoveri ospedalieri» spiega in un'intervista a La Repubblica Nino Cartabellotta, medico e presidente della Fondazione Gimbe. «La copertura vaccinale comincia ad allargarsi», ricorda, ed è «normale che oltre una certa soglia le prenotazioni volontarie si esauriscano», ma «se la voglia di vaccinarsi calerà troppo, bisognerà cambiare strategia» puntando su «strategie di chiamata attiva: andando a cercare le persone che mancano all'appello. Occorrerà chiamare, spiegare, convincere».

Secondo Cartabellotta «siamo a un livello di circolazione del virus abbastanza basso da poter riprendere il tracciamento dei casi, ma purtroppo le regioni sono disincentivate, per paura di dover uscire dalla zona bianca. Dovremmo anche potenziare il sequenziamento del virus per accorgerci in tempo delle varianti. Se non lo facciamo ora che la situazione è calma, resteremo in balia degli eventi. Rischiamo di vedere gli effetti di una variante più contagiosa solo dopo l'aumento dei casi», conclude.

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