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Inquinamento dell'aria, buoni i dati in Trentino (eccetto per l'ozono)

A dirlo è il report annuale dell'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente riferito al 2021

La qualità dell'aria in Trentino è positiva: a dirlo è il "Rapporto qualità dell'aria 2021" pubblicato dall’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (Appa).

La rete di monitoraggio della qualità dell’aria gestita da Appa e composta dalle sette stazioni fisse di misura (Trento Parco Santa Chiara, Trento Via Bolzano, Piana Rotaliana, Borgo Valsugana, Rovereto Largo Posta, Riva del Garda e Monte Gaza) ha registrato per il 2021 una situazione nel complesso buona, analogamente a quanto è avvenuto nel 2020.

Nel dettaglio, lo scorso anno sia per biossido di azoto sia per le polveri sottili sono stati rispettati i valori, nonostante la ripresa delle attività dopo la pandemia. Alcune criticità rimangono solo per l'ozono, inquinante che dipende molto anche dalle condizioni meteorologiche estive.

Per l’inquinante biossido di azoto NO2 si conferma per il secondo anno consecutivo il rispetto del limite normativo di media annuale non solo nelle stazioni di fondo, ma anche presso la stazione di traffico di Trento via Bolzano. Nonostante la buona ripresa delle attività dopo l'emergenza sanitaria del 2020, continua il trend di riduzione delle concentrazioni già in atto da alcuni anni.

Per quanto riguarda gli altri inquinanti potenzialmente critici quali il particolato Pm10 e il benzo(a)pirene, derivante soprattutto dalla combustione della legna per il riscaldamento domestico, la cui presenza nelle nostre valli è ancora significativa, i dati del 2021 sono positivi e confermano, anche per quest’anno, il rispetto dei valori limite e obiettivo.

Anche per gli altri inquinanti quali polveri sottili Pm2,5, biossido di zolfo, monossido di carbonio, benzene e metalli, si conferma, come avviene ormai da molti anni, il rispetto dei limiti.

I problemi con l'ozono

Permangono limitate criticità legate principalmente al superamento del valore obiettivo previsto per l’inquinante ozono O3 con la sola eccezione di un sito. L’inquinante ozono rappresenta un problema di complessa soluzione a causa della sua natura esclusivamente secondaria, dell’influenza delle condizioni meteorologiche estive sull’innalzamento della sua concentrazione, nonché del contributo dovuto non solo alle sorgenti locali degli inquinanti cosiddetti precursori, ma anche al trasporto su lunga distanza.

Per ridurre gli elevati livelli di concentrazione, rilevati in estate non solo in Italia ma in tutta l’Europa centro-meridionale, spiegano dall'Appa, servono misure di ampio respiro, su una scala territoriale più estesa di quella provinciale o regionale. La variabilità meteorologica interannuale in termini di radiazione solare e la temperatura nella stagione estiva ricoprono un ruolo primario.

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