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Ecco il piano della Provincia per incentivare lo smart working: interessati circa 120mila lavoratori

Passi avanti verso la creazione del "Distretto Trentino intelligente". Benefici anche per le performance della pubblica amministrazione

Immagine di repertorio

Promuovere lo smart working come strumento per migliorare la qualità della vita dei lavoratori e lo sviluppo sia economico che del territorio. È anche con questo intento che la Giunta provinciale del Trentino ha approvato nel pomeriggio di venerdì 3 settembre il "Piano strategico per la promozione del lavoro agile nella provincia di Trento - progetto Dal lavoro agile al distretto Trentino intelligente”.

Un piano che vuole dare una prospettiva di medio-lungo periodo per la nuova normalità post pandemia, proponendo sia alle organizzazioni pubbliche che a quelle private proposte per lo sviluppo del lavoro agile come possibile fattore di innovazione organizzativa.

I numeri: su 240.000 occupati in Trentino, tra privato e pubblico, i profili professionali potenzialmente interessati alle varie forme di lavoro agile possano comprendere circa 120.000 lavoratori. Di questi, nei prossimi anni, possano essere “lavoratori agili” da 42.000 a 70.000 lavoratori.

L’obiettivo di fondo del progetto è dunque quello di arrivare alla creazione del “Distretto Trentino intelligente”, inteso come territorio maggiormente sostenibile, connesso, vivibile, inclusivo e competitivo. Questo attraverso l’incentivazione mirata e modulare del lavoro agile, in base alle specifiche esigenze, all'interno delle organizzazioni pubbliche e private.

La peculiarità del “Piano strategico” - scrive la Provincia in una nota - rispetto ad altri documenti simili già adottati da altre amministrazioni, è quella di definire, oltre agli standard minimi e ideali per ciascun fattore abilitante alla nuova modalità di prestazione lavorativa anche gli impatti che politiche di diffusione del lavoro agile, potrebbero comportare per il territorio. In particolare, si sono immaginati, tra gli altri, impatti in termini di maggiore sostenibilità ambientale, maggiore produttività, maggiore equità e sostenibilità sociale e maggiore sostenibilità istituzionale che sono poi tra quelli promossi nell'ambito dell'Agenda 2030.

Quindi, per quanto concerne la realtà della pubblica amministrazione e la sua performance, si ritiene che il lavoro agile, grazie ad una forte azione di innovazione interna, possa permettere di raggiungere modalità di interlocuzione più snelle e ampie con gli utenti anche in termini di orario di apertura al pubblico degli uffici e di digitalizzazione dei servizi, salvaguardandone la regolarità, la continuità e l'efficienza.

La realizzazione degli obiettivi del piano sarà monitorata per mettere in campo eventuali interventi correttivi, anche attraverso l’istituzione di una “comunità professionale e di pratica” coordinata dalla Provincia e che vedrà partecipare al suo interno i rappresentanti degli stakeholder territoriali.

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