Sabato, 23 Ottobre 2021
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Un anno senza eventi, #torniamoafarespettacolo: i lavoratori scendono in piazza

Le richieste di professionisti finiti "in fondo alla lista" delle priorità

Lavoratori dello spettacolo in piazza aTrento. «È tempo di pensare ad una ripartenza fatta di dialogo, tutele del lavoro e riforme» afferma la Cgil del Trentino. Lavoratrici e lavoratori dello spettacolo, dell’arte e della cultura nel pomeriggio di martedì 23 febbraio sono tornati a far sentire la loro voce, a richiedere di prestare ancora attenzione sul ruolo della cultura in un presidio congiunto che ha raccontato l'assenza del settore (dal vivo) in un anno pandemico e immaginare una ripartenza fatta di dialogo, riforme e tutela del lavoro.

Un anno di profonda sofferenza con conseguenze gravissime sull’occupazione e sul reddito delle lavoratrici e dei lavoratori e delle loro famiglie. Il loro è un settore che è finito "in fondo alla lista" delle priorità. L’ iniziativa unitaria promossa ad un anno da allora è per dare visibilità e testimonianza al settore tutto, per alzare i riflettori sui rischi che il prolungarsi della pandemia e delle conseguenze gravi che potrebbero determinare chiusure definitive di teatri e cinema e la perdita di posti di lavoro e di molte professionalità importanti in tutti i comparti. Si propone di dare un impulso mirato a tutti i soggetti in campo per la ripartenza possibile e necessaria.

«Le condizioni di sicurezza unitamente alle risorse disponibili debbono indirizzarsi senza indugio alla ripartenza della programmazione e dell’attività produttiva» si legge ancora nella nota. «I cambiamenti in atto, rispetto alla realizzazione e fruizione di spettacolo in tempo di pandemia hanno accelerato l’utilizzo dello streaming, già presente nella distribuzione e richiedono un adeguamento complessivo del sistema in termini di supporto, riconoscimento, risorse». I lavoratori e le lavoratrici sollecitano l’attenzione da parte della politica e delle istituzioni nazionali e locali sulla necessità di interventi non più rinviabili per una riforma strutturale che preveda:

  • intervento pubblico e finanziamenti del settore, con modalità e tempi certi di erogazione ed un monitoraggio costante sui fondi (FUS);
  • un Recovery plan con investimenti nuovi e strutturali nel tempo per la cultura;
  • un sistema di protezione sociale con ammortizzatori adeguati per sostenere il lavoro, sviluppare l'occupazione e riconoscere le professionalità nel settore;
  • un sistema normativo di rafforzamento e tutela sulla previdenza e l’assistenza.

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