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Profughi ucraini, il Trentino si prepara all'apertura dei corridoi umanitari

Continua a salire il numero di ucraini ospitati in Trentino. Ad oggi sono 913 i posti messi a disposizione dalla Pat a cui si aggiungono 420 donne e bambini accolti da privati

Continua a salire il numero di profughi ucraini ospitati in Trentino. Dei 200 posti di prima accoglienza messi a disposizione dalla Provincia, 104 sono già stati occupati e in serata arriveranno altre 21 persone. A questi si aggiungono altre 420 donne e bambini che hanno trovato ospitalità autonomamente, tramite amici, parenti e conoscenti.

Numeri destinati ad aumentare, anche in vista dell’apertura dei corridoi umanitari, e per cui il Trentino si sta preparando: la disponibilità offerta da enti pubblici e realtà private è di ulteriori 713 posti, attualmente al vaglio del sistema provinciale di accoglienza.

Le storie di chi scappa dall'orrore

Dall’inizio dell’emergenza, centinaia di persone si sono rivolte agli uffici del Cinformi (che assieme alla Protezione civile ha assunto il coordinamento dell’operazione) per avviare il necessario percorso di regolarizzazione. Va ricordato infatti che entro 48 ore dal proprio arrivo, i profughi devono provvedere alla propria identificazione e viene garantito loro il titolo di soggiorno temporaneo per motivi umanitari. Questi i dati forniti dal Cinformi e aggiornati alle ore 12 dell'8 marzo:

  • 73 persone presenti nelle strutture del sistema Cinformi
  • 101 persone accolte dal 27/02/2022 dal sistema Cinformi
  • 388 persone passate dal Cinformi dal 27/02/2022 e ospitate da privati
  • 638 posti letto resi disponibili (manifestazione interesse pubblico e privato): 100 in uso dal sistema Cinformi e 100 in contrattazione

Intercettati dal sistema sanitario, gli ucraini che raggiungono il territorio italiano eseguono inoltre il tampone per individuare eventuali positività e la vaccinazione contro il covid. Ad oggi nessuno ha rifiutato la dose perché, come ha spiegato il dirigente generale del dipartimento di Salute e politiche sociali della Pat Giancarlo Ruscitti, "se non si sono vaccinati in Ucraina è perché nel Paese mancano le dosi".

Tra i profughi arrivati, 60 sono bambini e ragazzi in età scolare. Per loro gli istituti trentini stanno organizzando i percorsi scolastici di inserimento.

Dalla guerra al Trentino: la testimonianza

Per quanto riguarda il trasporto del materiale (vestiario, cibo e farmaci) raccolto dalle associazioni ucraine e destinato sia ai profughi arrivati in Trentino, sia al confine con il Paese martoriato dalla guerra, il presidente Maurizio Fugatti e l’assessora alla Salute e politiche sociali Stefania Segnana hanno garantito la disponibilità dei mezzi della Protezione civile. Protezione civile che, assieme ai colleghi di Bolzano, allestirà anche un campo per la prima accoglienza delle persone in fuga dalla guerra al confine con la Moldavia. Qui, non appena le istituzioni locali individueranno un’area idonea, dapprima sarà compiuto un sopralluogo da parte di una delegazione trentina e altoatesina e successivamente partirà la colonna mobile per l’allestimento del campo.

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