Domenica, 21 Luglio 2024
L'inchiesta

Processo Perfido, le ultime discussioni: attesa per la sentenza

Secondo la difesa non sussiste reato di associazione mafiosa

Si è svolta ieri, lunedì 24 luglio, la discussione al tribunale di Trento in cui si sono tenute le arringhe difensive per Giuseppe Battaglia e sua moglie Giovanna Casagranda. La coppia fa parte degli otto imputati del processo Perfido, sulle presunte infiltrazioni  mafiose in Trentino. 

Per Battaglia, accusato di essere l’iniziatore di tale infiltrazione, è stata chiesta la pena più alta fra tutti gli imputati del processo, ovvero quattordici anni. La moglie è invece accusata di avergli fornito supporto come “collettore” dal punto di vista economico, e per lei l’accusa ha richiesto una pena di undici anni. 

La difesa ha portato in aula diverse intercettazioni telefoniche a sostegno della tesi avanzata anche per gli altri imputati, secondo la quale non sarebbe possibile parlare di un reato di associazione mafiosa. In risposta invece alle accuse di operazioni illecite e poco chiare, i legali di Battaglia e Casagranda hanno mostrato la documentazione della guardia di finanza che rende tracciabili i loro movimenti. 

Per gli otto imputati, che hanno scelto il giudizio abbreviato, l’accusa ha richiesto pene comprese fra gli 8 e i 14 anni, per un totale di 88 anni complessivi. La sentenza è attesa per domani, mercoledì 26 luglio. 

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