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Sabato, 3 Dicembre 2022
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Maratona al ribasso sulle prime dosi. Fugatti: "Ne attendevamo 25mila"

Il confronto con i presidenti di Alto Adige e Tirolo. In Austria incidenza dimezzata in due settimane di lockdown

Non nasconde la delusione il presidende della provincia Maurizio Fugatti guardando i numeri delle prime dosi durante maratona vaccinale in corso in Trentino. Al momento infatti, se l'obiettivo era quello di spingere quante più persone possibile ad iniziare il ciclo di immunizzazione, si può tranquillamente dire che i risultati non stanno dando esito positivo.

Su circa 75mila persone non vaccinate infatti, al momento sono 4mila quelle che si sono presentate negli hub del territorio per farsi vaccinare. Un dato davvero troppo basso, molto inferiore anche alle stime dell'amministrazione: "Su 75mila non vaccinati pensavamo di arrivare a 25mila prime dosi, e siamo oggi a 4mila. La vaccinazione resta in ogni caso l'unico modo per evitare scenari difficili per la salute e l'economia" ha commentato amaro Fugatti durante l'incontro tra i presidenti dell'Euregio. Con il presidente trentino anche il governatore dell'Alto Adige Arno Kompatscher e il capitano del Tirolo Günther Platter.

In ballo infatti c'è da una parte la tenuta del sistema ospedaliero (più volte il dg dell'Azienda sanitaria Antonio Ferro ha detto che si dovrà necessariamente lasciare da parte qualche prestazione per concentrarsi sulla lotta al Covid), e dall'altra la necessità di evitare nuove chiusure che sarebbero ancora più pesanti nel momento clou della stagione turistica invernale. Un bilancio definitivo (l'ultimo aggiornamento parlava di circa 44mila somministrazioni considerando anche i richiami) sarà fatto al termine della maratona, mercoledì 8 dicembre.

Intanto però, il Trentino continua ad avvicinarsi alla zona gialla, con i parametri dell'incidenza e dell'occupazione delle terapie intensive già sopra la soglia limite. Scenario che è già realta in Alto Adige (dove dal 10 al 12 dicembre scatterà una maratona vaccinale analoga a quella trentina), con la zona gialla che è scattata lunedì 6 dicembre. In Austria invece la situazione è ancora peggiore, ed è stato necessario un nuovo lockdown per tentare  di frenare la curva dei contagi. 

È stato lo stesso governatore Platter a ricordare i numeri drammatici del Covid che hanno portato alla decisione del lockdown anche per i vaccinati a partire dallo scorso 22 novembre. "Avevamo una incidenza di 1.350 casi per 100.000 abitanti - ha sottolineato Platter - grazie al lockdown, entrato ora nella terza settimana, l'incidenza si è praticamente dimezzata passando a 713 casi e la previsione è che si abbassi ancora nei prossimi giorni".

Di fatto però l'Austria è rimasta ferma sul fronte turistico, ed ha imposto misure di sicurezza molto severe e chiusure ai negozi. Uno scenario che la giunta Fugatti vorrebbe evitare a tutti i costi.

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