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Covid, il Cdm riunito per i nuovi provvedimenti: prime indiscrezioni

Il secondo consiglio dei ministri del governo Draghi licenzierà il primo decreto legge sull'epidemia con la proroga di 30 giorni fino al 27 marzo del divieto di spostamento tra regioni che scade il 25 febbraio. Poi ci sarà un Dpcm nuovo

Il secondo consiglio dei ministri del governo Draghi convocato per stamattina lunedì 22 febbraio alle 9,30 licenzierà il primo decreto-legge sull'epidemia con la proroga di 30 giorni fino al 27 marzo del divieto di spostamento tra regioni che scade il 25 febbraio; a questo seguirà un Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei ministri), che seguirà quello in scadenza il 5 marzo. L'idea è di prorogare tutto fino alla fine di marzo o all'inizio di aprile. Mentre Matteo Salvini dice no alla zona rossa nazionale e chiede graduali riaperture. 

Al primo punto dell'ordine del giorno del Cdm del 22 febbraio si discute sul primo decreto-legge di Draghi su Covid-19. Tra i punti in discussione anche la nomina del Capo di Stato maggiore dell'esercito. Draghi «ha convocato il Cdm e sembra andare verso un portavoce unico del Comitato tecnico-scientifico, credo sia la strada giusta. In ogni caso noi proponiamo una tempistica diversa per l'esame di dati, ordinanze, decorrenze. Non deve più succedere che si prendano decisioni all'ultimo minuto», dice intanto Stefano Bonaccini della Conferenza delle Regioni. 

Spostamenti tra regioni e il primo Dpcm del governo Draghi

Come riporta Today, il nuovo decreto di Draghi conserverà la possibilità di fare visita ad amici e parenti, ossia la regola, per ora valida fino al 5 marzo, che consente di spostarsi verso un'altra abitazione privata massimo in due persone, più i figli minori di 14 anni. Il tutto in un'Italia che oggi ha visto entrare in vigore la zona arancione in Campania, Emilia Romagna e Molise, con una voglia di uscire dei cittadini che con il bel tempo sembra quasi irrefrenabile. E ciò nonostante la curva dei contagi non accenni a deflettere: il bollettino della Protezione Civile riporta ben oltre i 13mila test positivi al giorno, con pazienti in aumento in terapia intensiva e nei reparti ordinari e i decessi ancora decisamente sopra i 200. L'ordine del giorno della convocazione del consiglio dei ministri per oggi alle 9,30 a Palazzo Chigi recita: 

DECRETO-LEGGE: Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 (PRESIDENZA -SALUTE);

LEGGI REGIONALI
Esame, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione, di leggi regionali;

VARIE ED EVENTUALI.

Nel decreto potrebbero trovare spazio anche maggiori restrizioni per le zone rosse locali nei comuni focolaio e nelle zone limitrofe. Circola anche l’ipotesi che il monitoraggio settimanale, da un anno reso noto il venerdì, sia spostato a inizio settimana, per evitare complicate sovrapposizioni con i weekend. Per il resto, si cambia: la nuova strategia del governo Draghi prevede che ogni nuovo decreto e nuovo Dpcm sia approvato almeno una settimana prima dell'entrata in vigore, per permettere ai cittadini e alle attività economiche di organizzarsi, e alle misure di tipo sanitario verranno affiancati i ristori per gli esercizi penalizzati. Intanto ieri le Regioni hanno bocciato l’ipotesi di far scattare un’unica zona arancione nazionale (la cosiddetta zona arancione scuro del presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini) e chiedono di semplificare e correggere il modello della divisione dell’Italia in tre colori, rivedendo i criteri e i 21 parametri di classificazione, anche se secondo esperti del calibro di Andrea Crisanti serve un lockdown totale per fermare l'avanzata delle varianti del coronavirus: "Non dobbiamo aspettare di arrivare a 50mila casi al giorno per capire che abbiamo un problema e bisogna intervenire”. 

Dopo la conference call del premier con i ministri i governatori vengono informati e consultati, alla vigilia della riunione a Palazzo Chigi, nella videoconferenza con Gelmini e con il ministro della Salute Roberto Speranza. E presentano una loro piattaforma di proposte che domani sarà portata al governo, assicura la ministra. Alla Conferenza Stato-Regioni che dovrebbe esserci domani dopo il Consiglio dei ministri non prende parte Draghi. Il Corriere della Sera spiega oggi che nel documento approvato all’unanimità dai governatori e inviato al governo si chiede «una revisione dei parametri e del sistema delle zone», ma anche nuovi protocolli che possano individuare i settori da far ripartire e quelli che devono invece seguire «un regime più stringente per specifici contesti territoriali». In questo modo si ottiene una classificazione che lega la riapertura delle attività agli indici di circolazione del Covid. Vuol dire che dove l’Rt è più basso sarà «Chiediamo di valutare le restrizioni che si sono rivelate più o meno efficaci, per soppesare quali attività sia necessario chiudere o limitare e quali invece possano essere riaperte, con protocolli aggiornati. Tale soluzione risulta essenziale ed opportuna in quanto alcune attività risultano totalmente chiuse da diversi mesi e il prolungarsi di tale situazione risulterebbe esiziale», dicono poi i governatori. 

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