Porto d'armi ai condannati se "riabilitati": in Trentino 700 casi da esaminare

Il presidente del Consiglio provinciale Paccher: "L'esclusione automatica era un ostacolo per molti appassionati"

Porto d'armi anche per i condannati, ma solo se "riabilitati". E' quanto prevede il decreto legislativo 104 che modifica il testo Unico sulla sicurezza. La questione è stata affrontata congiuntamente dal Questore di Trento Giuseppe garramone e dal Presidente del Consiglio Provinciale Roberto Paccher il quale ha comemntato favorevolmente la nuova norma visto che, ha detto, "l'esclusione automatica rappresentava un ostacolo per molti appassionati".

Si parla di circa 600-700 casi in Trentino, che andranno presi in esame singolarmente. E' presumibile che non tutti, naturalmente, si risolvano con la riammissione al porto d'armi. " La pratica venatoria non è solo uno sport, ma innanzitutto – ha detto Paccher – un modo per vivere la natura e proteggerla. Nessuno più di un cacciatore vuole un ambiente ricco e sano e per questo il nostro impegno è quello di tutelare il territorio e la fauna che vi abita. 

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