Mercoledì, 12 Maggio 2021
Attualità Centro storico / Piazza Dante

Porto d'armi anche per i condannati: la richiesta dei leghisti trentini a Salvini

Applicazione troppo "letterale" della norma da parte della Quesstura di Trento: questa l'accusa dei parlamentari trentini della Lega

Porto d'armi ai condannati, un vecchio "cavallo di battaglia" della Lega trentina ora approda al Parlamento. Gli onorevoli Fugatti, Cattoi, Binelli, Segnana e Zanotelli firmano infatti un documento consegnato al Ministeroper chiedere "una soluzione definitiva per tutte le centinaia di persone intrappolate in questo percorso che pare senza uscita, per consentire loro di riprendere in serenità la caccia, passione di una vita". Il Ministro di riferimento, è utile sottolinearlo, è nientemeno che Matteo Salvini. 

Si parla dei casi previsti dalla legge ovvero la revoca del porto d'armi a vita a chi è stato condannato per rapina, estorsione, furto, sequestro di persona, reati contro pubblici ufficiali compresa la "semplice" resistenza, e porto abusivo di armi, quest'ultimo vero punto dolente visto che si tratta di un reato nel quale vengono solitamente colti in flagrante non pochi bracconieri.

La  norma si estende  però a tutti i reati nel caso in cui il soggetto non possa provere "la buona condotta o non dà affiidamento di non abusare  delle armi". La Lega trentina punta il dito contro la Questura di Trento la quale "dopo decenni di applicazione "tranquilla" del testo, ha impedito il rinnovo del porto d’armi a molti cacciatori, che magari avevano già rinnovato la licenza di caccia, per qualche fatto risalente anche a 30-40 anni prima".  Se la soluzione non verrà trovata a livello ministeriale, scrivono gli onorevoli trentini, occorrerà riformare la  norma. 

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