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Pnrr, le critiche delle minoranze alla gestione dei fondi Ue

La seduta si è aperta con una polemica sui 32 progetti inizialmente presentati a Roma dalla Giunta Fugatti e poi "azzerati" da Draghi

Giovedì 17 in Consiglio provinciale si è tenuta una seduta straordinaria sull'utilizzo in Trentino delle risorse europee del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per la ripartenza post pandemia. ​La comunicazione è stata chiesta alla Giunta Fugatti da Paolo Zanella (Futura) e Alessandro Olivi (Pd) insieme ad altri esponenti di minoranza. Obiettivo: avere informazioni aggiornate in merito ai progetti presentati dalla Provincia e da finanziare con il Pnrr.

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La polemica sui 32 progetti "azzerati da Draghi"

La seduta si è aperta con una polemica sui 32 progetti inizialmente presentati a Roma dalla Giunta Fugatti, ma poi "azzerati" da Draghi. È stato l'assessore allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli ad ammettere: "Il lavoro fatto nell’estate 2020 dall’amministrazione provinciale, che ha portato a presentare 32 progetti al Governo Conte 2, non ha sortito effetto posto che il governo Draghi ha poi azzerato le proposte delle Regioni”.

Una bocciatura subito rimarcata dalle minoranze: "La Giunta ha venduto la partita del Pnrr come l’occasione del secolo per il Trentino sbandierando 2,2 miliardi di euro che in realtà erano 1,26, di cui rimarranno utilizzabili 300 milioni", ha detto Ugo Rossi (Misto-Trentino in Azione). Il 73,8% delle risorse del Pnrr trentino sarà infatti assorbito dal progetto di circonvallazione ferroviaria.

Le critiche delle minoranze

Superata la polemica, si è entrati nel merito dei progetti attuali. Per il consigliere Zanella due sono i limiti principali del Pnrr. Il primo riguarda in generale il piano nazionale ed europeo: "Iniettare in cinque anni questa quantità in una provincia abituata a spendere risorse proprie e non a partecipare a bandi europei, richiede ora una corsa che poteva essere più diluita nel tempo”. Il secondo ha a che fare con l'analisi delle ricadute dei progetti: "La Giunta considera solo il Pil e altri aggregati macro-economici, ma occorre tenere conto anche degli indicatori del benessere equo e sostenibile, per capire se queste risorse generano redditi più alti, una maggiore speranza di vita, minori emissioni di CO2, maggiori livelli di istruzione".

Il consigliere Olivi, firmatario della seconda richiesta di informativa, ha giudicato carente il piano della Giunta in relazione alle indicazioni scaturite dagli Stati generali della montagna. Per Olivi c’è “una montagna di mezzo, quella delle valli più povere e fragili” che l’esecutivo sta dimenticando.

In merito ai progetti, Lucia Coppola (Europa verde) si è detta preoccupata per l'impatto della ciclovia del Garda. Filippo Degasperi (Onda civica) ha chiesto invece spiegazioni in merito a un non meglio definito progetto per la realizzazione di una "idrogeno valley": "Non si sa dove sorgerà, cosa significhi e cosa comporti. Se ha a che fare con i treni, i problemi restano tutti sul tappeto". Degasperi ha anche sottolineato come resti "assente dal Pnrr il tema della bonifica dei terreni inquinati di Trento nord da cui transiterà la nuova linea ferroviaria del Brennero".

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