rotate-mobile
Mercoledì, 25 Maggio 2022
Attualità / Palù del Fersina

Riqualificazione dei borghi, la giunta punta sulla valle dei Mocheni

La giunta Fugatti punta sul Comune di Palù del Fersina. In ballo 20 milioni di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza

In ballo ci sono fino a 20 milioni di euro per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi a rischio abbandono: riqualificazione degli edifici, digitalizzazione, turismo dolce, mobilità sostenibile. La cifra spetta a ogni regione o provincia autonoma e può essere destinata a un solo progetto (ovvero a un solo borgo). I soldi arrivano dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per la ripartenza economica post pandemia.

Per la provincia autonoma di Trento, la giunta leghista guidata da Maurizio Fugatti ha deciso di puntare sulla valle dei Mocheni e in particolare sul Comune di Palù del Fersina, guidato dal 34enne Franco Moar. “Abbiamo voluto valorizzare un territorio che rappresenta oggi la culla dell’autonomia grazie alla particolarità della minoranza linguistica", ha spiegato lunedì 14 febbraio il presidente Fugatti.

Il Comune candidato

Palù del Fersina è un borgo di 167 abitanti situato a 1.360 metri di altezza ai piedi della catena montuosa del Lagorai. La sua popolazione, che parla la lingua mochena, è da decenni in forte calo: gli abitanti sono passati da 323 nel 1971 a 221 nel 1991, fino agli attuali 167. Ed è proprio questo uno dei criteri per ottenere i fondi: avere meno di 300 abitanti (Palù del Fersina  è l’unico Comune della valle a rispettare il parametro) e una popolazione in calo.

Per il sindaco Moar “questo progetto rappresenta un’opportunità imperdibile”. “In val dei Mocheni - ha detto il primo cittadino in conferenza stampa - abbiamo un turismo di nicchia e dobbiamo valorizzarlo per rilanciare tutta la valle”. Assieme a lui erano presenti anche i sindaci degli altri tre Comuni della valle: Sant’Orsola, Fierozzo e Frassilongo.

Per Giovanni Gardelli, direttore dell’Unità di missione strategia Coordinamento enti locali, politiche territoriali e della montagna, il progetto non sarà un insieme di opere pubbliche, ma un piano di sviluppo che permetta all’identità mochena di divenire un volano di occasioni di lavoro e permanenza degli abitanti sul territorio.

Le critiche al bando

Meno entusiaste le associazioni che costituiscono la piattaforma dei borghi (Borghi più belli d’Italia, Legambiente, Unione nazionale pro loco d’Italia e Touring club italiano) che lunedì 14 febbraio hanno scritto al ministro della Cultura Dario Franceschini chiedendo di ritirare questo bando in scadenza il 15 marzo.

I fondi assegnati dal Pnrr ai borghi (un miliardo di euro in tutto) sono stati divisi in due linee di intervento. La prima (420 milioni di euro) finanzierebbe solo 21 progetti, tra cui appunto Palù del Fersina. La seconda (580 milioni di euro) favorirà invece i progetti locali di rigenerazione culturale presentati dai Comuni, nonché le micro, piccole e medie imprese già presenti o che intendano insediarsi nei borghi selezionati. Per la piattaforma è proprio questa seconda linea che andrebbe valorizzata perché rappresenta una vera “opportunità di rigenerazione culturale e innovazione urbana diffusa” che potrebbe coinvolgere “almeno 229 piccoli Comuni” (e non solo 21).

Per questo, le associazioni chiedono al ministro di “ritirare il bando della linea A e far confluire i fondi sulla linea B consentendo così il finanziamento di altri 260 progetti, raddoppiando le attuali possibilità per i piccoli Comuni”. Se la loro richiesta venisse accolta, Palù del Fersina vedrebbe sparire le risorse promesse prima ancora di averle ricevute.  

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Riqualificazione dei borghi, la giunta punta sulla valle dei Mocheni

TrentoToday è in caricamento