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"Positivi più di 200 lavoratori della Sanità": la denuncia dei sindacati

Apss sottolinea che il contagio è avvenuto fuori dalle strutture sanitarie, ma la situazione rischia di compromettere il sistema

Sono più 200 i dipendenti dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari che hanno contratto il coronavirus: 216 per la precisione, di cui 160 tra il personale sanitario. Questa la denuncia dei sindacati che punta il dito contro "le carenze organizzative delle autorità sanitarie che non hanno sfruttato la tregua estiva e ora si ritrovano impreparate".

Già qualche settimana fa il direttore dell'Apss Pierpaolo Benetollo sottolineava come la stragrande maggioranza dei contagi tra il personale sanitario fosse avvenuta non sul lavoro ma a casa o in occasioni private, a rimarcare come le procedure per tenere il contagio fuori dagli ospedali funzionino. Per Cgil, Cisl e Uil non è questo il punto: "Apss si nasconde dietro ad un dito".

Se è vero che oss, infermieri e medici non si contagiano al lavoro è anche vero che, una volta positivi, al lavoro non ci possono più andare. Questo ha conseguenze disastrose sul sistema sanitario ed è un forte elemento di crisi. Le categorie dei pensionati delle tre sigle sindacali, per esempio, puntano l'attenzione sui servizi sanitari a domicilio per anziani, che rischiano di non essere più garantiti aggravando così le condizioni di vita della fascia più debole della popolaizone. 

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