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Non solo Movida, con Otium si parla di giovani, scuola, istruzione, arte...

L'iniziativa, organizzata da tantissime realtà che si occupano di giovani, vedrà per tre giorni fra Santa Maria Maggiore ed il Muse incontri, performance e molto altro sul tema del coinvolgimento dei ragazzi nella vita della città

Otium 2021 è un progetto proposto dagli studenti delle scuole superiori di Trento, in collaborazione con Unione degli universitari (Udu), ufficio Politiche giovanili del Comune di Trento, Tavolo partecipazione studentesca (Ta.Pa.S), Forum trentino per la pace e i diritti umani, associazione universitaria UNITiN, MUSE - Museo delle Scienze, liceo Antonio Rosmini, liceo Galileo Galilei, liceo Leonardo Da Vinci, Entropia e Fondazione Caritro (ente finanziatore).

Otium è nato nel 2019 dall’iniziativa di alcuni ragazzi che hanno voluto ritagliare uno spazio all’interno della città per creare un percorso di partecipazione giovanile nella comunità. La pandemia ha stravolto i programmi, ma dopo l’edizione svolta online nel 2020, siamo riusciti a riproporre il progetto in una modalità ibrida (con un numero limitato in presenza e delle dirette streaming per chi seguirà da remoto).

La giornata conclusiva del progetto, che si svolgerà sabato 5 giugno al MUSE, prevede un pomeriggio di conferenze, come quella sulla scuola e istruzione con ospiti Matteo Saudino e Elia Bombardelli, o quella sui giovani e politica con il sindaco Franco Ianeselli e il rettore Flavio Deflorian, alternate con delle esibizioni musicali che coinvolgono artisti locali. Alla fine della serata si terrà una conclusione musicale con i cantanti Maggio e Tredici Pietro.

In via Belenzani e in piazza S. Maria Maggiore, nei giorni dal 4 al 6 giugno , saranno esposti dei pannelli che spiegheranno cos'è Otium 2021 e coinvolgeranno i passanti attraverso domande inerenti il tema di quest’anno.

Con queste attività la generazione Z vuole aprire un confronto intergenerazionale sul suo coinvolgimento all’interno della società attuale e sulla situazione pandemica in cui ci troviamo, e nella quale non ha avuto abbastanza spazio per far sentire la propria voce. Questo messaggio è racchiuso nello slogan che abbiamo scelto: “Non è un Paese per giovani”.

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