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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Attualità Cavalese

Ospedale di Cavalese, appello alla chiarezza: "Ascoltare esperti e territori"

Continua il dibattito sul futuro della struttura. Si attende il resoconto del Navip

Sono giorni decisivi per il futuro dell'ospedale di Cavalese. Dopo lo scontro avvenuto in consiglio provinciale, con il Pd che ha accusato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti di poca trasparenza, e di voler favorire una soluzione a vantaggio dei privati, si attende il resoconto del Navip (Nuclei di valutazione e verifica degli investimenti pubblici).

È il Navip che è incaricato di valutare la fattibilità dei progetti. "L’istruttoria - aveva ricordato il presidente Fugatti nella sua relazione di martedì 26 ottobre - è tutt’ora in corso e una volta che il Navip avrà formulato nella relazione finale il proprio parere sulla documentazione presentata, la Giunta coinvolgerà i territori interessati per valutare congiuntamente il percorso più adeguato per rispondere agli interessi pubblici sottesi al progetto del nuovo ospedale di Cavalese".

In questo contesto si inseriscono le dichiarazioni degli ultimi giorni. La Lega, tramite il consigliere provinciale Gianluca Cavada, fa sapere di ritenere "prematura ogni valutazione prima di avere un responso chiaro da parte del Navip. La volontà di avere un ospedale interamente nuovo, e non una ristrutturazione, ritengo che sia la soluzione più sensata e un’esigenza anche alla luce dei rischi derivanti da possibili pandemie. Ribadisco - continua il consigliere - che è importante aspettare la valutazione del Navip e solo successivamente, con carte alla mano, trarre le dovute conclusioni e valutazioni coinvolgendo i Sindaci, i commissari di Valle, i Consiglieri di Valle e sicuramente la popolazione dei territori".

Cavada cita anche l'attuale direttore sanitario dell'ospedale, Pierantonio Scappini, secondo il quale sarebbe necessario "costruire un ospedale nuovo in una sede diversa da quella attuale".

Ipotesi che però non piace a Fratelli d'Italia, come ha rimarcato il capogruppo Claudio Cia: "Il progetto da considerare è la ricostruzione sul medesimo sedime. Tutte le altre sono operazioni tese a soddisfare appetiti e speculazioni" ribatte. Lo stesso Cia si è impegnato in prima persona per la ristrutturazione dell'ospedale attuale, promuovendo una raccolta firme.

"Per noi esiste un solo progetto: quello presentato nel 2018 dallo studio milanese dell’architetto Roberto Ravegnani Morosini, ovverosia la ricostruzione dell’ospedale esistente con un ampliamento sul medesimo sedime. Esso è l’unico che è stato posto all’attenzione dei territori interessati e per il quale esiste il finanziamento provinciale" continua il capogruppo di Fd'I.

E sul progetto dell'associazione di imprese capitanata dalla Mak Costruzioni di Lavis, Cia glissa: "È evidente che - nella sua qualità Amministratore pubblico - il presidente della Provincia autonoma di Trento sia tenuto a non scartare a priori altre ipotesi, pur nella consapevolezza dell’esistenza di un percorso già avviato. Ha quindi agito correttamente sottoponendo tale progetto all’attenzione dei tecnici del Navip per valutare la sussistenza dell’interesse pubblico".

Bisogno di trasparenza che emerge anche dalle richieste dei sindacati. È la Ficlams Cgil a far sentire la propria voce, temendo che la possibile 'svolta' privata penalizzi troppo le condizioni dei lavoratori: “Se come sembra il nuovo ospedale di Cavalese verrà realizzato con la finanza di progetto chiediamo fin da subito alla giunta provinciale di assicurare la massima trasparenza. Temiamo infatti - dice la segretaria della Ficlams Trentino Paola Bassetti - che la gestione in mani private possa avere delle ricadute anche sui servizi accessori che gravitano attorno all’ospedale, dalle cucine alla mensa, dal pulimento alla sanificazione. Non accetteremo condizioni peggiorative per le lavoratrici e i lavoratori in appalto”.

La paura delle parti sociali è data soprattutto dai lavoratori che si troverebbero ad operare in seguito a nuovi appalti: "Gli appalti pubblici hanno vincoli più stringenti. Non vorremmo che con l’ingresso dei capitali privati saltassero anche le regole degli appalti dei servizi. Chiediamo garanzie alla Provincia” ribadisce la sindacalista.

Secondo il sindacati infatti, il privato potrebbe fare ricorso ad un appalto al massimo ribasso e ciò comporterebbe un peggioramento delle condizioni di lavoro, il rischio di una riduzione dei posti di lavoro e un sicuro peggioramento del servizio ai cittadini. "Gli interrogativi sono molti e crediamo che in una partita di questa importanza la comunità locale debba essere coinvolta e informata nel modo più trasparente possibile. Quanto emerso fino a questo momento solleva, purtroppo, più di un dubbio" conclude Bassetti.

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