Domenica, 14 Luglio 2024
L'intervista

"L'orso predatore? Ma se mangia quasi solo vegetali: il problema è la gestione dei rifiuti"

"Il problema è la mala gestione del cibo e dei rifiuti in un posto che, per natura, non può non tenere conto di vivere in un habitat condiviso con questi animali" ha detto il responsabile Animali selvatici della Lav Massimo Vitturi. L'intervista

"Cia dimostra ancora una volta di non sapere di cosa parla e di non perdere un’occasione per tacere. Non c’e alcuna pelliccia morbida e alcun musetto, non lo ha mai detto nessuno. L’orso è un animale selvatico e gli animali selvatici non sono peluches, meno che meno l’orso. Ma sostenere che l’orso è un "predatore feroce" rappresenta una dichiarazione dovuta alla mancata conoscenza. Basta guardare il sito della stessa Provincia di Trento per scoprire che l’alimentazione dell’orso è fatta in  gran parte di vegetali e non tocca altri animali se non sono già morti. Non attacca per predare".

A dirlo direttamente a TrentoToday è il responsabile Animali selvatici della Lav (Lega anti vivisezione) Massimo Vitturi, dopo le esternazioni del consigliere provinciale Claudio Cia sul caso dell'orso in girò per le vie di Malè, mentre si teneva una festa cittadina. "L'orso è un animale selvatico e come tale va trattato, mantenendo distanze e sapendosi comportare - continua Massimo Vitturi -. E qui manca come al solito tutta comunicazione della Provincia in 24 anni: cittadini abbandonati a se stessi, che non sanno come comportarsi. E questo in un territorio in cui ormai incontrare un orso non è più un’eccezione e può capitare con frequenza. Provincia che continua a non far nulla per informare cittadini significa giocare con la pelle di questi. Prendiamo atto che, quando si va nei boschi trentini, come tutti gli altri, fra le cose che possono capitare quando ci si addentra è che ci casa una pigna in testa, che il tempo cambi velocemente e ci sorprenda e che si incontrino animali selvatici, fra cui gli orsi".

Però l'orso della festa di Malè non era nel bosco. "Intanto ci risulta che l’orso non era dentro il paese ma ai margini, come nel caso dell'orso fuori dal seggio elettorale, al confine col bosco - continua il responsabile della Lav -. Ammesso e non concesso che fosse in paese, noi dobbiamo preoccuparci del fatto che l’orso non entra per vedere i musei ma è attratto da qualcosa, in questo caso dal cibo e dagli odori della sagra o dei rifiuti prodotti in questi eventi. E allora, come spieghiamo da sempre, il problema non è l’orso che fa l’orso, il problema è la mala gestione del cibo e dei rifiuti in un posto che, per natura, non può non tenere conto di vivere in un habitat condiviso con questi animali".

Intanto però un passo in aventi è stato fatto dalla Provincia, che ha stanziato 1,5 milioni di euro per i cassonetti dei rifiuti anti-orso. "Prendiamo atto che finalmente su questo si è fatto qualcosa ma, in 24 anni, quanti orsi confidenti sono stati creati e quanti hanno preso confidenza nei confronti noi umani? Siamo in un gravissimo ritardo".

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