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Lunedì, 20 Maggio 2024
Dal Casteller

Come stanno gli orsi JJ4 e M49: cosa dicono i bollettini veterinari

I veterinari della Lav hanno analizzato i bollettini più recenti e quanto emerge non fa piacere agli animalisti, che parlano di condizioni che possono "configurare una grave forma di maltrattamento"

“Il comportamento di JJ4 presenta stereotipie che dimostrano uno stato di distress o stress cronico originato dall’imposizione di comportamenti insopportabili per le caratteristiche etologiche dell’orsa e causa di grave sofferenza. Nel caso dell’orso M49 la situazione strutturale identica a quella di JJ4 produce ugualmente uno stato negativo per l’animale le cui risposte non sono tuttavia state osservate con modalità utili a esprimere un giudizio corretto. Le condizioni del Casteller sono pertanto punitive e penalizzanti per gli orsi confinati nella struttura”. È la valutazione dei veterinari dell’associazione animalista Lav (Lega antivivisezione) sulla base degli ultimi sette bollettini medici emessi dopo le visite veterinarie sui due orsi presenti all’interno del Casteller. E, non ha dubbi la Lav, tutto questo “può configurare una grave forma di maltrattamento”.

Gli stessi veterinari richiamano poi alla necessità di rendere la cattività meno penalizzante possibile, per esempio, “provvedendo al loro trasferimento in una collocazione più rispondente ai loro bisogni etologici”. Ma gli esperti parlano anche della totale assenza di quelli che vengono definiti “arricchimenti”, cioè scatole a sorpresa, collane di frutta colorata e sacchetti profumati, che permettono agli animali di dedicare un maggior tempo alla ricerca degli alimenti, proprio come fanno in natura.

Come sta l’orsa JJ4

I veterinari dell’associazione ambientalista contestano anche alcuni punti dei bollettini. Dove, per esempio si legge che, “il livello di attività dell’orsa è apprezzabile dalla presenza di alberi scortecciati ed erba calpestata”. Non sarebbe proprio così perché, scrivono i veterinari, quelli sono proprio i segni dello stress: “Il pacing di JJ4 è una risposta comportamentale che dimostra chiaramente l’impossibilità di adattamento all’ambiente in cui è stata confinata”. Dunque  il ritmo del camminamento sembra essere un segno di serenità dell’animale ma in verità è la prova della sua sofferenza fisica e psicologica. In particolare l'orsa JJ4 viene descritta come un’animale che mostra aggressività alla presenza dell’essere umano, per esempio nel caso dei controlli veterinari. E anche questo è un dato che preoccupa non poco la Lav. “Il comportamento dell’orsa JJ4, con la deambulazione ripetuta e stereotipica e l’aggressività, è un esempio di distress o stress cronico dovuto alle condizioni ambientali e costituisce una negazione insostenibile dei comportamenti etologici”.

Non solo perché c’è un altro elemento da considerare: l’aggressività di cui si parla nel bollettino più recente. Di fatto non accetta la presenza umana, rispondendo in modo aggressivo alla sola vista degli operatori. Ma qual comportamento altro non è che “una manifestazione di stress, unanimemente riconosciuta come tale. La risposta aggressiva è un comportamento di opposizione a quanto viene percepito come pericolo e la percezione di pericolo dipende dagli elementi che l’animale ricava dalla sistemazione in cui è immesso” ribadiscono i veterinari.

Come sta l’orso M49

I bollettini parlano di un quadro clinico rassicurante. M49 sta sicuramente meglio di JJ4. Tuttavia per i veterinari della Lav, servono più dati: sulla qualità del sonno, segni di noia, tempo e la volontà del gioco. “Se non si possono effettuare rilievi di quel tipo - dicono dall’associazione animalista -, non è corretto esprimere un giudizio sulla risposta etologica comportamentale allo stato di confinamento, considerando che la struttura è fortemente limitante per quanto concerne le necessità dell’animale. Nel caso dell’orso M49 pertanto non si può affermare che vi sia un adattamento tale da non comportare conseguenze negative e pertanto non si può giudicare obiettivamente della sua qualità della vita”.

Perché il Casteller non è adatto

Quando i veterinari parlano di struttura fortemente limitante, si riferiscono al fatto che il Casteller non è mai stata una struttura adatta per il contenimento a vita degli orsi. Al contrario, nasceva come struttura di cura in cui gli orsi dovevano essere soccorsi per un tempo limitato prima di essere rimessi in libertà. Lo dice la Provincia stessa.

Sul sito internet della Pat il Casteller è definito: “una struttura costruita per l'accoglienza provvisoria di esemplari di orso e non per la captivazione permanente, destinata al recupero di animali feriti”. Anche il rapporto Orsi Problematici in Provincia di Trento redatto dall’Istituto Superiore per  la Protezione e la Ricerca Ambientale e dal Museo delle Scienze di Trento riferisce: “come indicato nella relazione Cites-Ispra, infatti, ad oggi gli animali ospitati in cattività presso la struttura del Casteller non si trovano in condizioni idonee per garantirne il benessere, questo a causa della limitata disponibilità di spazi e della forzata convivenza dei vari animali presenti in spazi limitati, che non rispetta le esigenze etologiche della specie e che potrebbe portare ad interazioni aggressive tra gli orsi”.

Insomma, per quanto JJ4 ed M49 possano essere in salute, la loro è una sofferenza perpetua anche per il solo fatto che sono costretti a vivere in una condizione di cattività estrema per la vita di un orso, un animale abituato a macinare anche centinaia di chilometri in poco tempo per cercare il cibo e esplorare i boschi alla ricerca di luoghi sempre nuovi dove poter vivere. Ecco perché il Casteller non può essere vista come una condizione punitiva per un orso, con il rischio che si blocchi lo svolgimento delle funzioni etologiche più naturali dell’animale. Anche per questo la Lav chiede “che l’assessore Failoni dia seguito con urgenza alla sua dichiarazione di marzo scorso quando si era detto favorevole al trasferimento di M49 e JJ4 in altre strutture”. 

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