Un'opera realizzata da tre artisti per Chico Forti a 21 anni dalla carcerazione

Le iniziative per ricordare i 21 anni di carcerazione di Chico Forti si sono concluse al Granaio di Nomi con la realizzazione di un'opera realizzata da tre artisti e donata al Fondo per Chico Forti. Significativo il momento del concerto organizzato in piazza Santa Maria Maggiore quando è giunta una telefonata di Chico Forti dal carcere in Florida dove si trova detenuto.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

L'apprezzata Mostra collettiva "QuadriNomi" al "Granaio" di Nomi si è conclusa domenica 18 ottobre con una serata in cui i tre artisti espositori, Alex Cattoi, Amedeo Marchetti e Graziano Pastori, hanno ultimato un'opera a tre mani che è stata donata a Gianni Forti e a Lorenzo Moggio, presidente del Comitato "Una Chance per Chico", per una futura asta. L'opera, dal titolo "Verso la libertà", è stata descritta dai tre artisti come un richiamo di nostalgia e un messaggio di speranza. Si parte dalla base della tela che il pittore astrattista Graziano Pastori ha impostato nella parte inferiore del quadro per ricordare le fasi dolorose e ingarbugliate della vicenda di Forti, per passare alla componente naif di Amedeo Marchetti, raffigurante boschi e montagne che evocano il ritorno ai luoghi di nascita, per trovare sulla sommità la scultura di un uccellino realizzata da Alex Cattoi, simbolo dell'auspicata libertà. Gli ultimi tocchi, realizzati di fronte agli ospiti intervenuti, hanno donato all'opera un aspetto armonico, che ha saputo unificare gli stili e le personalità dei tre artisti. Tra i presenti, anche il sindaco di Nomi, Graziano Maffei, insieme alla Vice Sindaca Francesca Depedri e all'assessora alla cultura Patrizia Festi. La realizzazione della tela non è stata l'unica iniziativa dedicata a Chico Forti nell'ambito della rassegna QuadriNomi, curata da Claudio Mattè con il supporto della Pro Loco di Nomi. Nella serata del 10 ottobre si è infatti svolta una serata dal titolo "Tempo di incontrarti", condotta dal giornalista Diego Decarli, presenti Gianni Forti e Lorenzo Moggio, che hanno ripercorso i 21 anni di detenzione di Chico e hanno informato i presenti sullo stato della sua vicenda. L'11 ottobre infatti sono trascorsi 21 anni dal giorno in cui Forti venne arrestato in Florida per l'omicidio di Dale Pike, e da allora non ha mai smesso di dichiarare la propria innocenza. In quella data, anche la città di Trento ha voluto dedicare uno spazio di ricordo che, assecondando il desiderio di Chico di tener sempre lontane rabbia e tristezza, si è svolto nella forma di un concerto rock. In piazza Santa Maria Maggiore si sono esibiti la band trentina "The Blurred Shadows" e il rapper arcense Mr.Stiv (che ha cantato la sua canzone "Chico Forti") e, nel corso dell'evento, è giunta una telefonata proprio di Forti, che non poteva chiamare da ben 8 mesi, a causa delle restrizioni per il Covid-19. Con questa telefonata, Chico ci ha tenuto a dimostrare la sua gratitudine per le tante dimostrazioni di vicinanza organizzate a Trento ed ha potuto dialogare con il sindaco Franco Ianeselli, presente all'evento, a cui ha fatto sapere di sentirsi fortunato, pur nella sua condizione, per il grande affetto sempre dimostrato dalla sua città. Da parte sua, Ianeselli ha ringraziato Chico perchè con la sua tenacia e la sua lucidità nel voler perseguire un cammino di giustizia, riesce a trasmettere forza e speranza in tutti coloro a cui fa arrivare la sua voce. Le commemorazioni per la ricorrenza dei 21 anni di detenzione di Chico Forti, si sono svolte anche in altre città italiane, tra cui Venezia, Piacenza e Roma. In quest'ultima città, davanti al palazzo di Monte Citorio, il 13 ottobre c'è stata una nuova mobilitazione dei sostenitori per chiedere che la richiesta di rientro in Italia, presentata da Chico Forti ai sensi della Convenzione di Strasburgo, venga al più presto esaminata e accolta.

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