Venerdì, 30 Luglio 2021
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Oltrefersina, meno del 10% delle strade ha nomi femminili, la circoscrizione: "via libera alle donne"

La Circoscrizione Oltrefersina ha presentato questo progetto perché ritiene sia importante condividere con la cittadinanza un processo di revisione e cambiamento della narrazione della storia costruita sia da uomini che da donne

Vie di Oltrefersina (foto da Facebook/

Meno del 10% delle strade è intitolato alle donne nella circoscrizione Oltrefersina, a Trento. In Italia questa percentuale scende tra il 3 e il 5%. «Un gap» sottolineano dalla circoscizione «che parla da solo e conferma ancora una volta la mancanza di rappresentatività del mondo femminile anche nel campo della toponomastica». Dal censimento toponomastico nazionale, condotto dal gruppo Toponomastica femminile, risulta che in Italia la percentuale di strade intitolate a donne va dal 3 al 5 per cento, in prevalenza madonne e sante, mentre per gli uomini si aggira sul 40 per cento.

In Trentino i numeri cambiano di poco: da un recente censimento, cui hanno partecipato 35 comuni, risulta che il totale delle vie è 2.466, delle quali 694 intitolate a uomini (sia religiosi che laici) e 69 a donne. Segue il trend anche il capoluogo  dove, sulle 895 strade, 322 sono intitolate a uomini (36 per cento), 46 a donne (5 per cento) e 527 ad altro (59 per cento) (dati forniti da Fbk nel 2015). In occasione della Giornata dedicata alle donne, l’8 marzo, la circoscrizione Oltrefersina ha deciso di portare all’attenzione dell’opinione pubblica una riflessione in merito, affinché in futuro si dia più spazio anche alla componente femminile nelle scelte relative allo stradario comunale.

«L’iniziativa» si legge nella nota «punta a sensibilizzare la comunità e aumentare la consapevolezza del gap di genere nel discorso pubblico anche rispetto ai luoghi dove viviamo. I nomi delle strade, delle piazze e degli altri luoghi delle nostre città e paesi contribuiscono a creare la nostra cultura e la nostra identità di popolo. A partire dal mercoledì 3 marzo, sulla sua pagina Facebook, la Circoscrizione proporrà un approfondimento su ciascuna delle donne cui sono state titolate le strade, a cui si aggiungono quelle il cui nome è stato dato ad un parco. Un viaggio virtuale alla scoperta delle loro vite e carriere, nella speranza che se ne aggiungano tante altre in futuro».

Le otto vie e i cinque parchi intitolati alle donne nella circoscrizione Oltrefersina sono: via Luisa Anzoletti, via Giuseppina Bassetti, via Anna Frank, via Zita Lorenzi, via Madonna Bianca, via Ancilla Marighetto (“Ora”), via Clorinda Menguzzato (“Veglia”), via Pia Zambotti, parco Rita Levi Montalcini (in via Volta), parco Ines Pisoni (in via Palermo), parco Maria Teresa d’Asburgo (nel quartiere della Clarina), parco Elsa Conci (in via Einaudi), parco Maria de Unterrichter (in via Einaudi).

La Circoscrizione Oltrefersina ha presentato questo progetto perché ritiene sia importante condividere con la cittadinanza un processo di revisione e cambiamento della narrazione della storia costruita sia da uomini che da donne. Anche la toponomastica contribuisce a creare dei modelli culturali di riferimento in cui donne e uomini si possono identificare. «Dare un nome femminile agli spazi urbani» sottolinea la circoscrizione «non è solo una formalità ma è un modo per rendere pubblico e reale il contributo che hanno dato le donne per la storia del mondo. La Circoscrizione Oltrefersina è quindi già al lavoro per dare “Via libera alle donne” e ha inoltre presentato una richiesta al Consiglio comunale per l’intitolazione della rotatoria tra via Enrico Fermi, viale degli Olmi e viale Verona “alle Volontarie e ai Volontari della Protezione civile”».

Sempre nell’ambito della ricorrenza dell’8 marzo, la Circoscrizione Centro storico Piedicastello propone un momento di riflessione dal titolo "Non è amore - Una panchina in rosso contro la violenza sulle donne". Lunedì 8 marzo alle 10.30 in largo Nazario Sauro l’iniziativa sarà animata da letture a cura di Deborah Bonazza, Barbara Gabba, Chiara Turrini e musica a cura di Isabella Corbolini, Luca Geat, Carolina Talamo.

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