Dpcm e nuove strette: la pressione su Palazzo Chigi da parte delle Regioni

Le ipotesi sono molte, ma il premier Conte resiste alle pressioni e prende tempo, quello «necessario» per capire se il decreto del 18 ottobre sia stato efficace

La pressione nei confronti di Giuseppe Conte per varare nuove restrizioni che fermino l'epidemia di coronavirus si fa sempre più asfissiante. E il presidente del Consiglio, scrivono oggi i giornali, si sarebbe convinto a varare un nuovo Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei ministri) con il coprifuoco in tutta Italia. Ma il punto in discussione sono i tempi: mentre il Corriere della Sera dà il provvedimento per imminente (entro domenica 25 ottobre), secondo altre fonti il premier avrebbe intenzione di attendere gli effetti di quello del 18 ottobre prima di decidere. 

Un nuovo Dpcm con il coprifuoco in tutta Italia

Come riportato da Today, c'è molta pressione nei confronti di Palazzo Chigi per varare un nuovo Dpcm con misure più restrittive che comprendano il coprifuoco in tutta Italia e la Didattica a Distanza almeno per le scuole superiori. Nella sua maggioranza a spingere sono il Partito Democratico e Leu con Dario Franceschini e Roberto Speranza in prima linea. Fuori, ci sono gli appelli di scienziati e dottori in prima linea nella gestione dell'emergenza. E i governatori, che però preferiscono non farsi notare troppo per non far arrabbiare i propri elettori. A uscire allo scoperto è stato sabato 23 ottobre anche il presidente della Campania Vincenzo De Luca che in un impeto di decisionismo ha anche annunciato che è pronto a varare nella sua regione misure restrittive per le quali non avrebbe nemmeno i poteri. 

In mezzo a tutte le decisioni, le opinioni e le pressioni, c'è Conte che guarda i numeri dell'ultimo bollettino della Protezione Civile e nota non solo i 19mila contagi ma anche che ci sono più persone oggi in terapia intensiva rispetto al giorno del lockdown (il limite per chiudere tutto è stato fissato a 2300, la metà dei posti attualmente disponibili). E nota che dopo Campania, Lombardia, Piemonte e Lazio anche CalabriaSicilia e prossimamente la Sardegna varano ordinanze restrittive, oltre al fatto che i micro-lockdown sono stati già disposti da molti sindaci nelle piazze della movida (da Roma a Genova, da Firenze a Palermo). Il Corriere della Sera scrive che il premier ha deciso di cambiare passo e si è messo al lavoro su un nuovo Dpcm che potrebbe essere pronto già nella serata di domenica 25 ottobre.

Le scuole restano aperte. Industria, commercio, artigianato e professioni vanno avanti. Si fermeranno invece tutte le attività ritenute «non essenziali», dai convegni allo sport non professionistico. Ci sarà un nuovo limite di posti sui bus e un numero ancora più limitato di ospiti alle cerimonie. Il ministro Gualtieri sta già valutando i fondi per ristorare le attività che saranno costrette a fermarsi.

In particolare i punti della stretta dovrebbero riguardare: 

  • Palestre e piscine, per le quali si valuta la serrata;
  • Centri commerciali, da chiudere nei week end così come i mercati rionali;
  • La scuola, con la didattica a distanza per il 50% dei corsi;
  • Estetisti e parrucchieri, per i quali non si prevede la chiusura ma più controlli

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