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Nuovo decreto sul Green Pass e aumento bollette: il piano di Draghi

Il provvedimento è in fase di rifinitura, giovedì sarà all'esame della cabina di regia e poi approderà in Cdm. Si ipotizzano anche due date chiave, il 10 o il 15 ottobre: da quel giorno il Green Pass potrebbe diventare obbligatorio anche nel privato. Verso un intervento "d'urgenza" per ridurre l'impatto dell'aumento delle tariffe elettriche

Il nuovo piano del premier Draghi vede un Green Pass esteso  e l'aumento delle bollette, o almeno di questo si discute. Diversi gli interrogativi sulla certificazione che da mesi fa discutere l'opinione pubblica. Il Green Pass sarà obbligatorio per tutti i lavoratori, pubblici e privati? Pare si vada proprio in quella direzione, lo prevede il decreto del governo, in fase di rifinitura, che giovedì 16 settembre dovrebbe passare all'esame della cabina di regia e poi approdare in Cdm. "Le cose vanno fatte perché si devono fare, non per un risultato immediato" ha detto marrtedì Mario Draghi a Bologna. Per questo è necessario "dire molti no e pochi sì per evitare che tutto sia travolto dall'irresponsabilità". Ed è proprio nelle parole di Beniamino Andreatta che il premier ricorda, in occasione della cerimonia che ha visto intitolato all'economista ed ex ministro l'Aula magna della Business School, che in molti individuano la rotta indicata al suo governo.

Intanto il ddl Green pass Italia a metà settembre approda in Senato dopo l'approvazione della settimana precedente alla Camera e lo slittamento di 24 ore della discussione prevista per martedì in Aula: 103 gli emendamenti presentati sul ddl.

Decreto Green Pass, sarà obbligatorio per tutti i lavoratori?

Partiamo dai punti fermi: la certezza è che il Green Pass sarà reso obbligatorio per i dipendenti della pubblica amministrazione, mentre non è detto che già nel prossimo decreto saranno inclusi tutti i lavoratori del comparto privato. La cabina di regia non è stata ancora convocata, nemmeno il Consiglio dei ministri. La sensazione è che per i privati l'esecutivo potrebbe prendersi più tempo, anche viste le perplessità della Lega. "Prima di decidere se sono d'accordo, voglio vedere di cosa si tratta" ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini a Cartabianca su Rai3, parlando dell'estensione del Green Pass ai lavoratori del pubblico e del privato. "Se una mamma non ha il Green Pass o il nonno che facciamo con i bimbi a scuola? C'è tanta gente che non si può vaccinare e il medico di famiglia non si prende la responsabilità di dire che quell'allergia impedisce il vaccino. Sono milioni, non i no vax che sono cretini", ha aggiunto. In realtà l'apertura sul tema fatta l'altroieri dal ministro leghista dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha aiutato molto la positiva riuscita dell'operazione, togliendo forza all'opposizione di Matteo Salvini.

A destra Fratelli d'Italia si dice contraria in toto al Green Pass: "Non serve al contenimento del contagio", secondo Giorgia Meloni. La leader di Fdi, ha margine di una iniziativa elettorale, ha spiegato: "Penso che il 'Green Pass' non sia una misura efficace, non è utile al contenimento del contagio. Serve semplicemente a introdurre surrettiziamente l'obbligo vaccinale. Se il governo vuole introdurre l'obbligo vaccinale se ne dovrebbe assumere la responsabilità. Anche perché c'è una differenza, l'obbligo di indennizzo da parte dello Stato se qualcosa dovesse andare storto". Peraltro, ha aggiunto, per preparare le riaperture delle scuole il governo "non ha fatto assolutamente niente. Il discorso del 'green pass' è una distrazione, per non far vedere che il governo non si è messo in sicurezza sulla riapertura. Sui mezzi di trasporto e sulle scuole".

Le date chiave: 10 o 15 ottobre

Si ipotizzano anche due date chiave, il 10 o il 15 ottobre. Sono i giorni in cui secondo le intenzioni dell'esecutivo potrebbe entrare in vigore il Green Pass obbligatorio sul lavoro sia per i dipendenti pubblici che per gli addetti del settore privato. Lo schema iniziale prevedeva il certificato verde per la pubblica amministrazione e le sole attività private in cui già c'è da tempo l’obbligo di Green Pass per i clienti (ristoranti e bar, palestre e piscine, treni e aerei, fiere e stadi). Ma negli ultimi giorni ha preso piede la convinzione che il governo varerà l'obbligo di Green Pass per tutti i lavoratori del settore privato, risolvendo in questo modo da subito il problema delle partecipate. I lavoratori delle aziende in cui è presente lo Stato, infatti, non sono giuridicamente assimilabili ai dipendenti pubblici. I lavoratori del privato in Italia sono 15 milioni circa. In base ad alcune stime, 300mila dipendenti della PA e 2,5 milioni del settore privato non sono ancora vaccinati. I dubbi sono ancora numerosi, uno su tutti: chi paga i tamponi ogni 48 ore nel settore privato a chi non intende vaccinarsi?

Un intervento "d'urgenza" contro l'aumento delle bollette

Mario Draghi vuole quindi chiudere la partita sull'estensione del Green Pass ma è pronto anche a un intervento "d'urgenza" per ridurre l'impatto dell'aumento delle tariffe elettriche. Il presidente del Consiglio ha passato il pomeriggio di ieri a Bologna (non solo per l'intitolazione di un'aula a Beniamino Andreatta, ma anche per partecipare al G20 delle fedi religiose), ma già ieri sera era a Roma e vuole chiudere la partita del certificato verde prima di volare ad Atene (venerdì) per il Summit dei Paesi dell'Europa meridionale.

Ad agitare la navigazione del governo sono infatti in queste ore, due temi economici: gli aumenti delle bollette e la riforma fiscale. Sul primo punto, ieri era stato il ministro della Transizione energetica Roberto Cingolani (che oggi ha visto Giuseppe Conte per un "chiarimento" dopo le frasi sul nucleare) a lanciare l'allarme, annunciando che dal primo ottobre "la bolletta elettrica aumenta del 40%". Una prospettiva che nella maggioranza (soprattutto in vista delle elezioni) tutti vogliono evitare. Per questo dai partiti oggi è arrivato un appello sostanzialmente bipartisan al governo. "Ho chiesto fortemente al governo e a Draghi interventi per tagliare la parte di tasse che appesantisce la bolletta in modo che questo aumento arrivi a zero", ha detto Salvini, su questo per una volta d'accordo con il segretario del Pd Enrico Letta, che sollecita azioni "per ridurre una tantum gli oneri di sistema e così limitare un impatto che è una gelata sui consumi delle famiglie e sulla ripresa". Stessa linea anche dai 5stelle di Conte. E in serata fonti dell'esecutivo assicurano che ci sarà un intervento, in via di definizione, che servirà a "lenire" gli effetti degli aumenti.

Altro capitolo 'caldo' è quello della riforma fiscale, dopo che indiscrezioni di stampa hanno ipotizzato un intervento sulla casa. Un'ipotesi che fa balzare dalla sedia il centrodestra, a partire dalla Lega che dice un secco "no". "Le ipotesi di riforma del catasto avanzate dalla stampa vedono la Lega assolutamente contraria - fa sapere il Carroccio -. La posizione della Lega e del Parlamento sul tema è chiara nessun inasprimento delle imposte sugli immobili, né diretto né indiretto, nessuna revisione degli estimi catastali, neanche sotto la foglia di fico della parità di gettito". Linea sposata in pieno da Forza Italia che, sottolinea Maurizio Gasparri, "è il partito dell'abolizione dell'Imu sulla prima casa e continuerà in questa politica con tenacia e con coerenza".

Fonte: Today.it

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