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La protesta in via Belenzani

La protesta in via Belenzani

Dormono in strada sfidando il gelo per chiedere più posti letto per i senza dimora

Nella serata di venerdì, con la nevicata terminata da poche ore, la singolare protesta di alcuni attivisti

"Notte all'addiaccio": questo il titolo della manifestazione di protesta in via Belenzani, sotto alla sede del Comune di Trento, e questo quello che hanno vissuto alcuni coraggiosi attivisti che, con la nevicata terminata solamente da poche ore, hanno dormito in strada nei sacchi a pelo per chiedere più posti letto per le persone senza dimora.

La manifestazione, promossa dall'Assemblea antirazzista di Trento, ha preso il via nella serata di venerdì 13 dicembre. Nonostante le temperature sotto zero diverse persone si sono radunate nella centralissima via Belenzani per un presidio di protesta ed insieme di solidarietà con chi, anche quella notte, resta escluso per insufficienza numerica dai posti letto previsti per l'emergenza freddo.

L'assessore: "Non chiamiamola emergenza"

"Ormai non la chiamiamo più emergenza - ha spiegato l'assessore comunale alle Politiche Sociali Mariachiara Franzoi che, uscendo dalla seduta del Consiglio comunale, si è unita al presidio - i posti sono circa 200 ed il numero è tarato sui pasti giornalieri distribuiti dal Punto d'Icontro. Ogni anno in inverno viene predisposto un Piano che mette in rete tutte le realtà che offrono posti letto".

"Anche stanotte, però, circa 40 persone restano fuori, e passeranno la notte all'addiaccio" incalzano i manifestanti. "La competenza è provinciale - risponde l'assessore -. Noi abbiamo messo in campo il possibile ma mancano risorse economiche, risorse umane e spazi. Il Comune ha un'Unità di strada che quotidianamente è in contatto con le persone senza dimora e le indirizza verso i servizi di accoglienza. Dobbiamo anche pensare ad informare di più".

La proposta: un ostello per redditi minimi

Dai manifestanti, però, arriva anche la proposta di un ostello per lavoratori a basso reddito: una categoria nuova per le Politiche sociali, persone che hanno un lavoro che però non permette loro di pagare un affitto. Passare la notte in strada, oppure nei dormitori non aiuta certo la vita lavorativa e crea, anzi, un circolo vizioso che rischia di vanificare anche un piccolo passo avanti come quello di ottenere un lavoro, seppur saltuario o precario.

In serata sono state distribuite bevande calde per tutti, e per scaldarsi sono state improvvisate danze con sottofondo di percussioni. Un'importante e rara occasione di incontro tra le persone senza dimora ed i cittadini "normali": con casa, lavoro, famiglia. Per dimostrare che un tetto sopra la testa non è solo un posto dove passare la notte, ma un luogo al quale legare affetti, relazioni e, forse, speranze.

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