Pascoli e malghe trentini: al via le norme per una gestione sostenibile

Pubblicato il documento frutto dell'accordo stipulato tra Uni Ente Italiano di Normazione e Provincia autonoma di Trento

Mucche scozzesi a San Martino di Castrozza (foto Ig/mara_mori)

È stata resa pubblica nella giornata di lunedì 16 dicembre la prassi di riferimento Uni/Pdr 73 'Malghe e pascoli - Linee guida per la gestione delle malghe e dei pascoli d’alpeggio'. Il documento è il risultato dell'accordo siglato da Uni Ente Italiano di Normazione e Provincia autonoma di Trento con l'obiettivo di redigere delle prassi per migliorare le attività di controllo nelle aziende.

Per una gestione sostenibile di malghe e pascoli d'alpeggio

A manifestare grande soddisfazione per la stesura della prassi l’assessore all’agricoltura, foreste, caccia e pesca della Provincia autonoma di Trento, Giulia Zanotelli. “Attraverso la definizione della prassi – ha chiarito Zanotelli – la Provincia intende proporre delle linee guida capaci di assicurare la gestione sostenibile e multifunzionale dei pascoli montani e delle malghe, quale bene della collettività. In tal modo si punta alla definizione e soprattutto alla diffusione sul territorio di un modello di gestione uniforme, grazie alla quale si riuscirà a razionalizzare l’attività di controllo della Provincia, garantendo al tempo stesso una vigilanza di maggiore qualità a vantaggio del bene pubblico protetto e dell’intera comunità.”

Il documento fornisce linee guida per la gestione uniforme a regole comuni per le modalità di affido e di concessione ai privati delle malghe e dei pascoli pubblici, dal canone alla durata del contratto, ai requisiti di partecipazione all’asta pubblica fino agli strumenti di controllo. Inoltre, la prassi riassume gli aspetti legati alla gestione degli animali al pascolo, alle misure di contenimento della flora infestante, alle norme per la concimazione e alle attività di manutenzione ordinaria e di miglioria. Tutto questo al fine di garantirne non solo la corretta gestione, ma anche la biodiversità, nonché la salvaguardia degli ecosistemi, dell'ambiente, del paesaggio e delle tradizioni storico-culturali, per non dimenticare la funzione di regimazione delle acque e di contrasto al dissesto idrogeologico.

Anche il presidente Uni Piero Torretta ha confermato la soddisfazione dell’Ente per la pubblicazione di questo documento: “I pascoli e le malghe sono una ricchezza delle nostre regioni italiane dell’arco alpino, un patrimonio che va valorizzato e preservato – non solo perché rappresentano ormai una meta turistica di alto valore - ma perché la loro corretta gestione è la migliore garanzia per il mantenimento del paesaggio di alta montagna”.
 

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