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Chiusure domenicali: non solo supermercati ma tutti i negozi. Il 'no' degli esercenti

Primo incontro convocato d'urgenza con le categorie del commercio. Confesercenti: "Servono tempi più lunghi per una discussione seria"

Si discute con tempi brevissimi il Disegno di legge dell'assessore Failoni che vorrebbe rendere definitiva la chiusura domenicale e festiva dei negozi in Trentino, sperimentata durante il lockdown. Da una parte c'è la procedura d'urgenza adottata per far arrivare il Ddl, già approvato dalla Giunta, in aula il prima possibile. L'ordinanza firmata dal presidente Fugatti prevede infatti la chiusura dei negozi alimentari fino nelle ultime due domeniche di giugno. Dall'altra ci sono le reazioni contrarie di tutte le categorie del commercio: la proposta, infatti, è quella di chiudere non solo i supermercati ma tutti i negozi sopra i 150 metri quadrati di superficie, con l'esclusione delle zone turistiche.

Confesercenti: "Tempi troppo brevi per discutere"

Un primo nodo è proprio questo: la definizione di area di interesse turistico, che in Trentino potrebbe virtualmente includere tutto il territorio provinciale, comprese le città di Trento e Rovereto. Su questo e su altri punti si sono confrontate con la Giunta tutte le associazioni di categoria in un incontro convocato d'urgenza nella mattinata di lunedì 22 giugno. Presenti  i rappresentanti di Confcommercio, Confesercenti e Federazione trentina della cooperazione, che hanno manifestato netta contrarietà all'ipotesi, tanto da dover rendere necessario un secondo incontro previsto per dopodomani.

"Non concordiamo assolutamente con questa scelta e chiediamo più tempo per discutere - spiega a Trento Today il direttore di Confesercenti del Trentino Aldi Cekerzi -. Abbiamo espresso perplessità che ci arrivano da tutti i comparti, perchè questa legge riguarderà tutte le attività commerciali su sede fissa. C'è bisogno di più tempo per trovare il giusto equilibrio tra tutte le parti coinvolte, non solo datoriali, ma anche dei lavoratori e del tessuto sociale sul quale una legge di questa portata va ad incidere". A destare particolare allarme nel mondo economico è la scelta di introdurre la chiusura domenicale e festiva proprio adesso, all'avvio di una stagione turistica già fortemente compromessa dall'emergenza covid.
 

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