Dpcm 4 dicembre, sarà il Natale più «gelido» di sempre: niente cenoni e veglioni. E la settimana bianca?

Linea dura da parte dei ministri Speranza e Gualtieri. Le piste da sci sono state date ormai per spacciate, il ricongiungimento familiare pare essere salvo, ma gli spostamenti saranno limitatissimi e sorvegliati

Il nuovo provvedimento, quello che dovrà uscire il 4 dicembre con le nuove direttive anti-contagio da Covid, dalla seconda metà del mese di novembre è già in fase di definizione. Diverse le indiscrezioni trapelate, chiaramente non ci sono certezze fino a quando il premier Giuseppe Conte non firmerà e non verrà pubblicato il documento in Gazzetta Ufficiale, ma tante decisioni sono praticamente già confermate. Salvo che negli ultimi giorni di novembre non avvenga un drastico calo dei contagi. 

Vince la linea dura adottata dal ministro Roberto Speranza, ma anche dal responsabile della Cultura Dario Franceschini e dal ministro dell'economia Roberto Gualtieri. Come riporta Today, sarebbe in atto un ripensamento sull'apertura di bar e ristoranti dopo le 18, la limitazione a cenoni, veglioni e tombolate varie mentre il coprifuoco potrebbe essere sospeso soltanto nella notte del 24 dicembre per consentire la Messa di mezzanotte. Il Corriere della Sera ha già fatto un riepilogo sui punti allo studio del Governo: 

  • l'orario di apertura dei negozi potrebbe essere prolungato fino alle 22 per consentire di diluire l’affluenza delle persone soprattutto nei giorni che precedono le festività;
  • si sta valutando anche la riapertura dei centri commerciali nel fine settimana e nei giorni festivi;
  • le deroghe per gli spostamenti varranno solo per i familiari che vivono in luoghi diversi, ma si ragiona attorno alla possibilità di limitare gli spostamenti che non siano giustificati da motivi di ricongiungimento familiare, in modo da impedire i viaggi;
  • per il coprifuoco si studia una proroga alle 23 nei giorni precedenti al Natale e a dopo le 24 soltanto il giorno di Natale per consentire la partecipazione alle celebrazioni religiose;
  • le piste da sci saranno vietate anche nelle zone gialle. 

C'è prudenza anche sull'argomento «riaperture del commercio». Pare infatti che le limitazioni possano rimanere in piedi fino a metà dicembre, per poi allentare la presa, spostando di qualche ora il coprifuoco. Dal 4 dicembre vi è la possibilità che i negozi possano rimanere aperti fino alle 22 per lo shopping, bar e ristoranti e centri commerciali aperti nei weekend mentre e già a dicembre partirà il piano cashback con incentivi agli acquisti elettronici in modo da favorire pagamenti più sicuri e i negozi di prossimità. Gli acquisti online sono stati esclusi dai benefici.

L'Italia diventa tutta area gialla, ma niente settimana bianca

In questa ottica, spiega Repubblica, il Governo, nella riunione fiume di venerdì e in vista dell’incontro con le Regioni di lunedì 23 novembre in Calabria, ha immaginato una road map: tutte le regioni diventerebbero gialle con una serie di misure più restrittive, con la possibilità di inasprire le misure provincia per provincia. Saranno però vietati i trasferimenti tra regioni, per questo bisognerà emanare un nuovo Dpcm, così come le «occasioni di socialità allargate»: tombolate, festeggiamenti e veglioni. 

La novità più importante riguarda però le vacanze: niente Natale sulla neve. Le piste potrebbero restare chiuse per il 2020, con un probabile spiraglio di luce per il 2021. «In queste ore – spiegano al quotidiano fonti di Chigi – il Governo sta lavorando ad un'iniziativa europea, per prevenire le consuete “vacanze sulla neve”, che attirando appassionati degli sport sciistici e dei soggiorni in montagna, farebbero il paio con le vacanze spensierate, con serate in discoteca, della scorsa estate». L’idea, conclude Repubblica, è di consentire l’apertura alla fine di gennaio, se i numeri chiaramente continueranno a essere sotto controllo, con l’arrivo del vaccino.

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