"Lo spazio attorno al Muse è ignobile ed indecente", il presidente del museo rivuole il planetario

Zecchi: "Il planetario sarebbe servito a nascondere uno spazio indecente, che va ripensato"

L'area attorno al Muse è "indecente". Quest l'aggettivo usato dal presidente del Museo, il filosofo Stefano Zecchi, che tra le altre cose è stato professore ordinario di Estetica all'Università di Milano. Il riferimento è ai tanti manufatti e spazi che sorgono attorno al Museo e che non hanno avuto la fortuna di essere stati riqualificati dall'archistar Renzo Piano come l'ex Michelin: lo Stadio Briamasco, le barchesse abbandonate, di proprietà comunale, lo stesso Palazzo delle Albere, in stato di abbandono fino a pochissimi anni fa. 

Muse: la metà dei lavoratori è precaria

La discussione è sorta nella visita della Quinta Commissione consilaire al Muse. Tra le altre cose si è parlato del progetto del nuovo planetario proprio nello spazio antistante il museo. Un'opera promessa dall'ex presidente della Provincia Ugo Rossi, che alcuni hanno interpretato come un "regalo" elettorale visto che si era alla vigilia delle provinciali, e difatti puntualmente messa in stand-by dalla nuova Giunta.

Il professor Zecchi ha rivolto un appello al Consiglio provinciale affinchè si torni a parlare dell'opera. Ma non solo: "è fondamentale una ridefinizione di questo spazio urbano", addirittura secondo il presidente del Muse "il planetario sarebbe servito a nascondere una situazione urbanistica ignobile". 

Altro fronte aperto: quello del Palazzo delle Albere. Dalla Provincia è arrivata l'ufficialità di uno spazio dedicato al Muse, in "condominio" con il Mart di Sgarbi. Zecchi ha detto di non poter essere "lo psicanalista di Sgarbi" lasciando intendere di aver trovato particolari resistenze alla sua idea di un museo sul rapporto tra scienza e filosofia, che adesso si concretizzerà, ma solo in una parte degli spazi del palazzo.

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Il consigliere Paolo Ghezzi (Futura) ha infine interrogato Zecchi sull'annunciata candidatura a sindaco di Venezia. Zecchi, confermando la sua candidatura, ha detto di avere un 5% di possibilità di venire eletto sindaco ma se dovesse andare a occupare la poltrona più alta del municipio della città lagunare si dimetterebbe dal Muse. Ma ha aggiunto che la sua volontà, seppur a titolo gratuito, è quella di voler lavorare di più per il museo e di voler dare maggior peso al cda. Un consiglio di amministrazione, ha continuato, che fa troppo poco ed è il direttore, per quanto in buona fede, a portare avanti iniziative che il cda semplicemente ratifica. 

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