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In Alto Adige per "motivi di lavoro", ma l'azienda risulta chiusa: sanzionati

Pugno duro dei carabinieri in Alto Adige: fermate persone da fuori regione e dalla Svizzera, sanzionate decine di giovani in feste private o bar

Avevano detto di trovarsi in Val Pusteria per lavoro, arrivando a raccontare nei dettagli l'intervento tecnico che, a loro dire, avrebbero dovuto compiere per conto di un'azienda di Bolzano. E' arrivata ad un mese di distanza, dopo gli accertamenti svolti dai carabinieri, la sanzione per violazione delle norme anti-covid ad una 31enne fiorentina ed un 29enne trevigiano, che si trovavano in Alto Adige a metà gennaio. L'azienda da loro nominata era infatti chiusa da tempo.

E' solo uno dei tanti episodi contestati dai militari in tutto l'Alto Adige, dove la diffusione del contagio ha recentmente fatto scattare un altro lockdown. L'ultimo, in ordine di tempo, riguarda un cittadino svizzero fermato a Naturno, in Val Venosta. Un altro svizzero era stato sanzionato in precedenza al passo Resia per violazione delle ultime disposizioni del Ministero della Salute. Rientrano nell'elenco anche due udinesi, fermati a Brunico in compagnia di un amico altoatesino. 

Si contano a decine, infine, i giovani sanzionati per aver preso parte a feste di carnevale improvvisate in casa o, come successo a Laion, in un bar dove 35 persone sono state sorprese nel locale, teoricamente chiuso. Feste private sono state interrotte dalla visita dei carabinieri a Nalles, dove sono stati sanzionati 10 giovani, ed a Curon: in questo caso i 15 giovani erano tutti minorenni e quindi la sanzione ricade sui genitori. 

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