I trentini del Mongol Rally ce l'hanno fatta: "Ora cercheremo la strada di casa"

Una volta arrivati alla finish line in Siberia Anna ed Alessio hanno voluto onorare il nome del Mongol Rally arrivando davvero in Mongolia, ora comincerà il lento ritorno a casa

Missione compiuta per Anna ed Alessio, i due trentini che hanno preso parte, con una 500 sporting, al mongol rally 2018. Li abbiamo intervistati prima della partenza (clicca qui), vi abbiamo dato loro notizie dal Kazakhistan (clicca qui), ed ora siamo felici di riprendere il loro post nel quale annunciano di avercela fatta. La foto utilizzata per comunicare la notizia è quella qui sopra, il traguardo del Mongol rally, però, non è stato il loro punto di arrivo. In Mongolia hanno voluto arrivarci sul serio e quindi, dopo aver tagliato la "finish line" uficiale ad Ulan Ude, città della Buriazia in Siberia, hanno tirato dritto alla volta di Ulan Bator, capitale della Mongolia, dove si trovano sani e salvi in questo momento. 

"Siamo arrivati alla finish line. Per molti punto di arrivo, per noi giro di boa. Due foto, una bottiglia di vodka e si riparte. Sia mai che ci si abitui troppo ad un luogo raccontano - Vi stiamo scrivendo da Ulaan Baatar, capitale della Mongolia. Si, ci siamo riusciti, dopo 53 giorni di viaggio per 14.000 chilometri percorsi. E di storie da raccontare ne abbiamo parecchie. Le strade sono lunghe, le ore spese in macchina eterne, eppure non ne avevamo mai abbastanza. Il mondo si è mostrato in tutta la sua crudezza ed in tutto il suo splendore ai nostri occhi che spesso è stato scrutato con avide occhiate dalla cornice di un finestrino. Dopo la terra mongola comincerà il rientro. La transiberiana ci farà da compagna sino a Mosca, da li in qualche modo troveremo la strada di casa".
 

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