Martedì, 16 Luglio 2024
Punti di vista

Messner controcorrente sulla polemica delle croci sulle cime

"Le montagne sono di tutti, nessuno ha il diritto di metterci il cappello" ha detto il Re degli ottomila

"Le montagne sono di tutti, nessuno ha il diritto di metterci il cappello". Lo dice Reinhold Messner con riferimento al dibattito suscitato dalla proposta del Cai sulle croci di vetta Messner va controcorrente senza dare piena ragione a nessuna delle due posizioni, definendole entrambe prettamente ideologiche.

L’esperto ha spiegato come il fenomeno delle croci di vetta sia relativamente recente. Sarebbe iniziato circa duecento anni fa con l’Illuminismo mentre prima le persone avevano troppo rispetto della bellezza delle montagne. Dopo la Seconda guerra mondiale sono stati i movimenti giovanili cattolici nei paesi di montagna a portare le croci sulle vette, che si vedono quasi esclusivamente sulle Alpi. Per questo il “Re degli ottomila” non si dice sorpreso della proposta del Cai, "che da tempo si occupa dell'importante questione “di chi sono le montagne”? Purtroppo anche questa volta si è sollevato il solito polverone di polemiche anche sui social”.

Cos'è questa storia che il Cai vorrebbe togliere le croci di vetta

E visto che l’atleta ritiene pretestuose entrambe le posizioni, propone anche una possibilità: "Mettiamo le croci dove hanno senso, la nostra cultura inizialmente non ha messo le croci in vetta, mettiamole sui passi simbolici. Le croci sono nate per motivi religiosi con l'illuminismo contro la rivoluzione francese".

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