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"Il senso di comunità ci ha salvati": nel discorso di Mattarella la memoria e la speranza

"Ora è il momento di ricambiare il gesto gratuito di quanti si sono spesi per gli altri durante la pandemia: vaccinarsi è un dovere" ha detto il capo dello Stato

Il desiderio di tornare a "realtà consuete" ma anche il dovere di "fare memoria di quanto abbiamo vissuto". Si muove tra questi due poli il discorso di fine anno del capo dello Stato. Una tradizione rinnovata nell'ultimo giorno del 2020, un anno che sarà ricordato come l'anno della pandemia. Il messaggio di Mattarella è moto chiaro: la strada del ritorno alla normalità passa per il vaccino: un dovere, per sè stessi e per gli altri. 

Il discorso di fine anno di Mattarella

"Vorrei dare atto a tutti voi, con un ringraziamento particolarmente intenso, dei sacrifici fatti in questi mesi con senso di responsabilità.  Vorrei sottolineare l'importanza di mantenere le precauzioni raccomandate fintanto che la campagna vaccinale non avrà definitivamente sconfitto la pandemia" ha detto.

La pandemia è stata un evento inaspettato: questo emerge sempre più chiaramente dalle analisi che si iniziano a fare dopo un anno vissuto tra restrizioni, lutti, paure. Ma ha anche inciso nella società in modi inaspettati, facendo emergere negli italiani un senso di comunità che forse mai prima d'ora era stato vissuto così intensamente. "Il senso di comunità ci ha salvato dalla pandemia" ha detto senza mezzi termini, convintamente, Mattarella.

Il 2021 sarà "un anno in cui ciascuno di noi è chiamato anche all'impegno di ricambiare quanto ricevuto con gesti gratuiti, spesso da sconosciuti. Da persone che hanno posto la stessa loro vita in gioco per la nostra, come è accaduto con tanti medici e operatori sanitari. Ci siamo ritrovati nei gesti concreti di molti. Hanno manifestato una fraternità che si nutre non di parole bensì di umanità, che prescinde dall'origine di ognuno di noi, dalla cultura di ognuno e dalla sua condizione sociale. È lo spirito autentico della Repubblica". 

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