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Solidarietà

Medici trentini pronti ad aiutare i profughi ucraini

Paoli (Cisl medici): "La legge provinciale per gli stranieri temporaneamente presenti sul territorio non basta: bisogna rendere ordinario l’accesso alle prestazioni di base"

Non solo tamponi e vaccini contro il covid-19 come previsto dall’ordinanza sanitaria provinciale per i profughi ucraini in Trentino. Chi scappa dalla guerra avrà bisogno di essere seguito anche nell’assistenza sanitaria ordinaria. Si pensi per esempio a chi soffre di patologie croniche (diabete, ipertensione, cardiopatie, bronchiti, asma, malattie oncologiche, traumi) e che fugge non solo per scappare dalle bombe ma anche perché nel Paese gli ospedali non sono più operativi.

Nelle situazioni più gravi, restare significherebbe morire. Come nel caso del piccolo Erik, fuggito con la mamma dall’Ucraina a soli tre mesi perché affetto da Sma: nella forma più grave, in assenza di farmaci, presidi respiratori e cure adeguate, l’atrofia muscolare spinale può portare alla morte.

Per questo Cisl medici del Trentino ha chiamato a raccolta i propri iscritti, “per curare i profughi ucraini che fuggono dalla guerra o li resistono, e assistere chi ne ha bisogno in questa drammatica situazione, sia presso le loro residenze sia in Trentino”. “Molti mi hanno contattato in questi giorni per sapere come possono rendersi utili - racconta Nicola Paoli, segretario generale del sindacato -. Alcuni sono anche disposti a partire per raggiungere le zone critiche del conflitto”.

In Trentino, per effettuare visite specialistiche, radiografie e analisi del sangue attraverso il servizio sanitario provinciale occorrerà la richiesta del medico di medicina generale. “La maggior parte della popolazione che arriverà qui sarà composta da anziani, donne e minori che già oggi, dai sette anni in su, possono essere iscritti al medico di base - spiega Paoli -. La legge provinciale attuale prevede l’assistenza garantita agli stranieri temporaneamente presenti sui territori, ma non basta. Bisognerà rendere ordinario l’accesso alle prestazioni attraverso il meccanismo dell’iscrizione nell’elenco provinciale dei medici stessi, magari di quelli che daranno la propria disponibilità ad accettare in sovrannumero questi cittadini del mondo”.

Per questo Cisl medici chiede una riunione urgente del Comitato aziendale della medicina generale con l’assessore provinciale alla Salute Stefania Segnana.

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