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Massimo Cortelletti

Massimo Cortelletti

Fuori e dentro dalla Sala del Regno, la storia di Massimo Cortelletti: «Non potevo più vivere di quel falso amore»

Nato in una famiglia di Testimoni di Geova, ha raccontato la sua esperienza tra disassociazioni, il cammino della redenzione e i dubbi che lo hanno portato ad allontanarsi definitivamente

Un viaggio fuori e dentro alla Sala del Regno. È la storia di Massimo Cortelletti, 30enne trentino ed ex Testimone di Geova. L’esperienza di Massimo è iniziata in famiglia, ha visto momenti di profonda delusione, di riflessione e ricerca. È la storia di una persona che non si ferma e che porta avanti la sua ragione.  Non è tanto lo stile di vita diverso, il non festeggiare il compleanno con i suoi compagni di scuola o la barriera che viene messa verso il mondo esterno che pesavano a Massimo, quanto più quelle «contraddizioni» che non ha potuto non notare e poi perché «per loro la pratica dell’ostracismo è la prassi. Prima Dio, poi l’organizzazione e dopo la famiglia» spiega il giovane.

L'inizio del suo cammino

Un viaggio certamente non facile, quello di Massimo, a tratti doloroso perché essere fuori o dentro dalla porta, si sente sulla propria pelle come le lame. Massimo, però, quanto ha vissuto lo racconta senza vergogna, né paura. Lo fa perché crede sia giusto raccontare la sua storia e anche perché vuole essere di aiuto anche per tutte quelle persone che hanno o stanno attraversando momenti duri come i suoi e hanno bisogno di un supporto, di un confronto. 

«Nasco in una famiglia di Testimoni di Geova» racconta a TrentoToday, «non si festeggia nulla, ma vivendolo da sempre, non pesava. Fino al 2006 andavo alle riunioni dei Testimoni di Geova, ma non avevo ancora approfondito, non ero battezzato all’epoca».

Lutto, battesimo e disassociazione

Il 2006 fu per Massimo un anno importante, un anno che segnò un punto chiave della sua vita. «Nel 2006 morì mia nonna, alla quale ero molto legato» racconta. «Mia nonna era Testimone di Geova e mi dissero che l’avrei rivista sulla terra “Nuovo Mondo” dopo la guerra di Dio Armaghedon. Iniziai così il percorso e nel 2009 venni battezzato».

Dubbi e pensieri iniziarono a manifestarsi dopo poco ma Massimo decise di non dar loro troppa importanza. Arrivò il primo nodo, il primo ostacolo. «Commisi un peccato, ebbi un rapporto sessuale» spiega, «quando viene commesso un reato si deve raccontare ogni minimo dettaglio e rispondere alle domande del Comitato Giudiziario. Venni disassociato perché secondo i membri del Comitato Giudiziario non ero pentito. La disassociazione viene annunciata a tutti, dicono il nome e cognome della persona e che non è più un Testimone di Geova».

Quello che è accaduto dopo la disassociazione e che Massimo ha raccontato, è davvero difficile da comprendere. Nel momento in cui è stato “messo alla porta” nessuno gli dava più conto. Era come se da quel momento in poi fosse diventato un estraneo. «Persone con le quali ero cresciuto non mi salutavano più» spiega, «quando mi incontravano, cambiavano strada». Da quel momento cominciò il cammino di redenzione di Massimo, che durò un anno e mezzo. «Dopo il cammino bisogna scrivere una lettera» racconta «ne dovetti scrivere 3 per essere riammesso. Fecero anche in quel momento l’annuncio davanti a tutti, con nome e cognome. Da quel momento tutti ripresero a parlarmi come se nulla fosse».

I dubbi dopo il rientro 

Una delle parti più dolorose, forse, è proprio quella di non essere più considerati da coloro con i quali sono stati condivisi anni ed esperienze di vita. I dubbi nella mente di Massimo tornarono e lo fecero in diverse occasioni: dalla suggestione della punizione, al pregiudizio vissuto sulla sua pelle perché per un problema dermatologico non poteva radersi ogni giorno, visto che per i Testimoni di Geova non tagliare la barbara significa non curare la spiritualità, fino alla notizia circolata nel 2017 su alcuni fatti di cronaca che lo sconvolsero molto.

«Dopo poco sono tornati i dubbi» spiega Massimo, «era successo che a novembre del 2017 venne pubblicato sul sito dei Testimoni di Geova un video dove un Membro del Corpo Direttivo, sono 8 persone chiamate “unti” e vivono a Warwick - New York, raccontava che stava circolando la notizia da parti di ex Testimoni di Geova di alcuni abusi sessuali commessi e nascosti da parte dell’Organizzazione e che questo non sarebbe stato vero. Mi informai e scoprii che non era possibile denunciare gli abusi sessuali, perché per allontanare una persona era necessario avere due Testimoni del fatto, il che è davvero difficile».

La frattura da quel momento si fece sempre più grande tra la Sala del Regno e Massimo, tutto ciò a cui aveva rinunciato in quegli anni, come frequentare il fratello omosessuale che a 16 anni aveva deciso di andarsene e che oggi vive in un’altra regione.

Oggi sono 3 anni che Massimo ha deciso di chiudere con la Sala del Regno, le attività e quella vita in generale. «Oggi sono felice» conclude «non potevo più vivere quel falso amore che veniva insegnato, né il fatto che dire ciò che si pensa davanti a tutti sia considerato il reato più grande. Credo in Dio, in Gesù, non mi lascio più guidare dagli uomini. Credo che si debba essere felici e sentirsi liberi».

Precisiazioni dei TdG

A integrazione della testimonianza, riceviamo e pubblichiamo un commento della congregazione dei TdG: "Pur rispettando le idee e i sentimenti del signor Cortelletti, segnaliamo che diverse asserzioni relative alla confessione cristiana dei Testimoni di Geova sono infondate e fuorvianti. Ad esempio, contrariamente a quanto emerge dall’articolo, aderire ai Testimoni di Geova – i quali si sforzano di manifestare con coerenza gli alti valori morali incoraggiati nella Bibbia – è una scelta del tutto libera e personale; il comportamento dei Testimoni di Geova nei confronti degli ex membri non è in alcun modo discriminatorio, come affermato da varie Corti Supreme in tutto il mondo inclusa la Corte di Cassazione italiana; i Testimoni incoraggiano il rispetto nei confronti di tutte le persone, indipendentemente dalle loro scelte in campo sessuale; i Testimoni di Geova ubbidiscono scrupolosamente alle leggi. In merito alle misure prese dai Testimoni per proteggere i minori dagli abusi sessuali, rimandiamo al documento “La posizione dei testimoni di Geova in materia di tutela dei minori in armonia con la Bibbia”, disponibile sul sito ufficiale della confessione, jw.org".

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