I dipendenti del Mart chiedono le dimissioni di Sgarbi dopo sue affermazioni sul coronavirus

"Riteniamo che al presidente di un’istituzione culturale sia richiesto rispetto per le regole, decoro, sobrietà, secondo quei compiti di rappresentanza che il suo ruolo impone", si legge nella lettera indirizzata alla Provincia

(foto da Wikipedia e da Fb/Vittorio Sgarbi)

Dopo che il direttore del Mart di Rovereto, Vittorio Sgarbi ha pubblicato un video in cui definisce il Covid-19, il "virus del buco del c**", sostenendone l'inesistenza dell'emergenza sanitaria in corso, Futura, Casa delle donne di Rovereto, Osservatorio Cara Città, Se Non Ora Quando Trentino e Partito Autonomista Trentino Tirolese hanno chiesto che gli venga tolto il suo incarico. Ma adesso a richiedere le dimissioni sono gli stessi dipendenti del Museo.

"Nelle ultime ore da più parti sono state chieste le dimissioni del Presidente Sgarbi - si legge in una lettera sottoscritta da 43 lavoratori del Mart -. Noi dipendenti del Mart riteniamo doveroso far sentire anche la nostra voce. Il museo pubblico dovrebbe porsi come centro identitario per la collettività, spazio di etica e inclusione, e le sue azioni dovrebbero essere portate avanti con senso di responsabilità. Riteniamo che al presidente di un’istituzione culturale sia richiesto rispetto per le regole, decoro, sobrietà, secondo quei compiti di rappresentanza che il suo ruolo impone. In questi anni abbiamo lavorato instancabilmente, con dignità e senso del dovere alla costruzione di un museo solido, autorevole, coraggioso. Vorremmo continuare a farlo. E vorremmo farlo con un direttore e una programmazione certa, di medio e lungo periodo, attualmente disattesa".

"Per questo - concludono i dipendenti dell'istituzione museale - chiediamo al Presidente Fugatti, all’Assessore Bisesti e alla Giunta della Provincia autonoma di Trento di metterci nelle condizioni di lavorare ancora nel migliore dei modi, nel rispetto del regolamento statutario del museo, dei suoi organi, dei suoi dipendenti e collaboratori e degli indirizzi politici e amministrativi del Trentino".

Il video

Nel filmato oggetto delle critiche Sgarbi dice a più riprese che "il coronavirus non fa un c**", affermando che "qualcuno è morto perché aveva un'età avanzata, come è sempre stato", perché "chi aveva la polmonite ce l'aveva anche prima". I medici esperti in virologia Roberto Burioni e Fabrizio Pregliasco, inoltre, vengono definiti dei "santoni del c**". Il direttore del Mart, poi, dice che il Covid-19 "va via bevendo una tazza di tè". Dopo aver insultato anche il premier Giuseppe Conte e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, infine, il critico d'arte chiede "dovrei cambiare vita perché se no non ci sono abbastanza letti?", concludendo che l'emergenza sanitaria non esiste, perché "non c'è un c**" e dimostrando di non riuscire a comprendere perché sia necessario che gli italiani cambino al più presto il proprio stile di vita, per tutelare i più fragili e non mandare in tilt il sistema sanitario nazionale.

L'episodio è stato commentato anche dall'assessore all'istruzione, università e cultura Mirko Bisesti, che sul suo profilo Facebook ha scritto: "In questo momento come Giunta siamo concentrati sulla situazione urgente del coronavirus. Reputo davvero fuori luogo le parole di ieri del Presidente del Mart Vittorio Sgarbi. Non mi interessano le polemiche sterili ma come cittadino vorrei vivere in un Paese dove un personaggio pubblico con quasi 2 milioni di follower non invita - in piena emergenza - a visitare le chiese di Codogno o cose simili! Perché? Per rispetto nei confronti di chi in questo momento è toccato da vicino dal problema, per rispetto verso chi si trova in un reparto di rianimazione e verso il nostro personale sanitario che mette a rischio la propria salute e quella dei propri cari. È vero che è sbagliato farsi prendere dal panico. Ma credo che sia imperdonabile sottovalutare il problema".

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