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Martedì, 9 Agosto 2022
Marmolada / Canazei

Marmolada, un mese dopo: il ricordo e la riflessione sui rischi in quota

A Canazei è arrivato il capo della protezione civile nazionale: "I ghiacciai si ritirano di un metro l'anno. Si sente il grido di dolore della montagna"

Il ricordo delle 11 vittime che hanno perso la vita nella tragedia della Marmoalda di domenica 3 luglio, la gratitudine verso gli operatori della squadra interforze scesa in campo nelle operazioni di soccorso e di ricerca, ma anche una riflessione sulla necessità di impegnarsi per una maggiore consapevolezza del rischio per chi ama la montagna.

A un mese dal distacco del seracco sul ghiacciaio della regina delle Dolomiti, oggi, venerdì 5 agosto, la Giunta provinciale si è riunita a Canazei per mostrare la propria vicinanza alla comunità della val di Fassa. Una mattinata di incontro e confronto, alla presenza del capo del ipartimento della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, del commissario del Governo Gianfranco Bernabei, oltre che dei rappresentanti istituzionali del Comune di Canazei e delle municipalità della val di Fassa, della Provincia, del Consiglio provinciale, delle Regioni Trentino-Alto Adige e Veneto, nonché della fondazione Dolomiti Unesco.

Le istituzioni hanno espresso vicinanza innanzitutto alle famiglie che hanno perso i loro cari nel crollo del seracco, ma anche a tutte le realtà della protezione civile che sono state coinvolte nelle ricerche e nei soccorsi: soccorso alpino e speleologico, vigili del fuoco volontari di Canazei e del distretto Fassa, corpo permanente dei vigili del fuoco di Trento, guardia di finanza, polizia, arma dei carabinieri, psicologi per i popoli e Nuvola.

Un momento di raccoglimento si è svolto proprio ai piedi del ghiacciaio, con la benedizione della Marmolada e delle vittime: "La montagna non è mai maledetta, ma il luogo in cui la natura vive i suoi ritmi", sono state le parole del parroco, don Mario Bravin.

Il capo della protezione civile nazionale Curcio ha portato il saluto del presidente del Consiglio dei ministri. “La tragedia dello scorso 3 luglio - ha detto - ha colpito l’intera comunità nazionale: compostezza, serietà e garbo con cui è stata gestita l’emergenza da parte di istituzioni, soccorritori e territorio è qualcosa che tutto il Paese ha riconosciuto. Il disastro della Marmolada è entrato nelle coscienze di ognuno di noi, per la sua tragicità e perché ci ha messo di fronte ai rischi della montagna”.

Soffermandosi sugli aspetti relativi alla sicurezza in quota, il capo della protezione civile nazionale ha riferito come sia in fase di elaborazione un percorso che coinvolga tutti i territori dell’arco alpino - con competenze eterogenee - poiché la materia richiede un confronto con professionalità diverse. “La prospettiva della sicurezza deve essere valutata per ogni attività umana - ha concluso -. Il sistema di valutazione richiederà del tempo, ma l'elemento essenziale rimane la consapevolezza del rischio. Dalla commissione grandi rischi è emerso che i ghiacciai si ritirano di almeno un metro l'anno. Sorvolando la Marmolada ce ne siamo resi conto. Si sente il grido di dolore della montagna".

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