Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Mario Draghi ha accettato: dovrà formare un governo

Alle ore 13.15 la notizia, dopo l'incontro con Mattarella, è che l'ex numero uno di Bce ha accettato "con riserva": se non avrà la fiducia del parlamento resterà comunque in carica

Mario Draghi ha accettato, sebbene "con riserva", l'incarico di formare un nuovo governo per l'Italia, La notizia arriva dopo l'incontro, svoltosi nella mattinata di mercoledì 3 febbraio, con il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Presto l'ex guida della Bce comincerà a stilare la lista dei ministri, poi l'esecutivo giurerà e si presenterà alla Camera e al Senato per ottenere la fiducia. Se la otterrà, il governo sarà nel pieno dei poteri. Se non la otterrà, rimarrà comunque in carica finché non verrà sostituito da un nuovo esecutivo incaricato dal presidente. 

Quali sono i ministri possibili del governo Draghi

Ilaria Capua, secondo le indiscrezioni, sarebbe candidata al ministero della Salute al posto di Roberto Speranza, il cui partito (Liberi e Uguali) nel frattempo ha anche annunciato che sarà difficile votare la fiducia al governo Draghi. Su di lei è però arrivato lo stop di Massimo Galli, l'infettivologo e primario dell'ospedale Sacco di Milano, che ha parlato a 'The Breakfast Club' su Radio Capital: "Ilaria Capua ministra della Salute? Non la vedo adatta a quel ruolo. Non ha nessuna esperienza di sanità pubblica. Se si cerca il nome di un tecnico, serve qualcuno di competente in quell'ambito". 

Chi è Mario Draghi

I due nomi in corsa per il ministero dell'Economia sono quelli di Fabio Panetta, attuale componente del board della Banca Centrale Europea, e dell'ex incaricato (sempre da Mattarella nel 2018) Carlo Cottarelli. Per quanto riguarda il primo, era diventato all'improvviso un nome papabile anche per il Conte-Ter, visto che Renzi aveva chiesto la testa dell'attuale ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. All'epoca, si scrisse, era impossibile per Panetta lasciare l'incarico di componente del board di Francoforte. Ora magari, con uno storico esponente di Palazzo Koch a Chigi, potrebbe cambiare idea. Altrimenti c'è Cottarelli, l'ex "mani di forbice" della spending review che sarebbe apprezzato proprio per le sue caratteristiche. 

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