Orsi trentini, Lav: «M57 è rinchiuso illegalmente al Casteller»

Nuova diffida al presidente Fugatti, gli animalisti: «Deve liberarlo! Chiediamo il sostegno dei Consiglieri Provinciali, per restituire la libertà a M57 evitando pessima figura al Trentino»

La Lega Anti-Vivisezione ha depositato una nuova denuncia contro il presidente della Pat (Provincia autonoma di Trento), reclamando la liberazione di M57. A darne notizia sono stati proprio gli animalisti che hanno inviato un comunicato stampa mercoledì 4 novembre. «Violazione dei principi sulla protezione della biodiversità; violazione della strategia europea della biodiversità del 21 maggio 2020; violazione della convenzione di Berna ratificata in Italia con la legge n. 503 del 1981; violazione della direttiva habitat n. 92/43/CEE; violazione del d.p.r. 8 settembre 1997 n. 357; violazione della legge provinciale del Trentino 11 luglio 2018, n. 9; violazione degli artt. 544 ter, 727, 624 e 625 comma 7 c.p.; procurato danno erariale» sono queste le accuse che la Lav rivolge al Presidente Fugatti in relazione alla detenzione dell’orso M57 all’interno del recinto del Casteller.

L’orso, come ricostruiscono gli animalisti, si è reso protagonista di uno scontro con un uomo vicino al lago di Andalo la sera del 22 agosto. «Come in altre occasioni - sottolineano gli animalisti -, anche in questo caso il Corpo Forestale Trentino si è limitato ad ascoltare solamente la testimonianza della vittima, senza chiarire per quale motivo la persona che l’accompagnava fosse invece riuscita ad evitare lo scontro, procedendo poi alla cattura dell’orso, avvenuta  poche ore dopo mentre rovistava nei cassonetti della spazzatura, (evidentemente non adeguatamente protetti), e al trasferimento nel recinto del Casteller». La Lav avrebbe però appurato che la Provincia di Trento non avrebbe emesso alcun atto che abbia giustificato la sua cattura e la detenzione.

«È perciò evidente che l’orso, oltre a essere detenuto in una situazione che potrebbe configurare il reato di maltrattamento di animali perché, come emerso dall’ispezione effettuata dai Carabinieri al Casteller il 14 settembre, è rinchiuso in uno spazio di pochissimi metri quadri, del tutto inadeguato alle sue esigenze, è stato catturato senza alcuna autorizzazione, causando quindi la violazione di norme europee e nazionali poste a protezione degli animali selvatici» spiega Lav che proprio per questa ragione ha diffidato il presidente Fugatti perché rimetta immediatamente in libertà M57, consentendogli così di prepararsi al letargo in libertà.

«M57 è recluso al Casteller in condizioni di grave stress psico-fisico – dichiara Massimo Vitturi, responsabile Lav, Animali Selvatici – abbiamo quindi nuovamente denunciato il Presidente Fugatti alla Procura della Repubblica, inviandogli anche una diffida perché provveda all’immediata liberazione dell’orso». Gli animalisti hanno, inoltre, scritto una lettera a tutti i consiglieri provinciali, con la quale li informa della nuova azione penale che, ancora una volta, metterà la provincia di Trento al centro dell’attenzione nazionale, per la gestione del rapporto con gli orsi. Aggiungendo in questo caso «l’ulteriore elemento negativo rappresentato dall’illegalità dell’azione nei confronti dell’orso M57». Per evitare l’ulteriore sovraesposizione negativa della Provincia, è stato chiesto ai consiglieri di attivarsi concretamente per ottenere la liberazione dell’orso M57.

«Se M57 non sarà subito rimesso in libertà – prosegue la Lav - siamo pronti a denunciare Fugatti anche alla Corte dei Conti per il danno erariale da lui procurato». Gli animali selvatici appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato e nessuno se ne può appropriare illegalmente. Su questo punto gli animalisti hanno ricordato quanto accaduto a Bolzano, con l’ex presidente e il suo dirigente dell’ufficio caccia che «sono stati costretti a pagare allo Stato quasi un milione di euro di tasca propria, per avere concesso l’uccisione illegale di animali selvatici, proprio a seguito di un’azione legale intentata dalla Lav nei loro confronti presso la Corte dei Conti».

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