M49 catturato di nuovo, il ministro Costa lo vuole libero

Il Ministro dell'ambiente: «Sto con Papillon, e tutti dovrebbero indignarsi per quello che sta accadendo. Un orso, che non ha mai fatto male a nessuno, non ha mai aggredito nessuno non può e non deve essere trattato come un criminale da tenere in prigione».

Catturato per la terza volta M49, l'orso è tornato dentro al Casteller lunedì 7 settembre. L'orso è stato catturato con una trappola tubo nella località di Socede, nel comune di Castel Tesino, sulle pendici di cima d’Asta nella parte alta del Vanoi. A schierarsi con lui, per la sua libertà, non ci sono solo comitati animalisti e persone da tutta Italia che da diverso tempo osservano la storia di fughe e catture che lo hanno visto come protagonista. Per lui continua a spendersi anche il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa, che parla di «accanimento insensato» e del progetto Life Ursus.

«M49, o Papillon, come l’ho rinominato io, è stato catturato per la terza volta dalla Provincia autonoma di Trento -scrive sulla sua pagina Facebook il ministro Costa -. Molti di voi mi hanno chiesto di prendere una posizione, di dire qualcosa… bene. Io sono un ministro, e per come la penso io, un Ministro della Repubblica deve prima fare, e poi, in caso, parlare. La mia posizione la conoscete, Papillon deve vivere libero e monitorato con il radiocollare. Ma i fatti stanno andando in una direzione opposta alla mia volontà, e questo accade, come sapete, perché la provincia di Trento è autonoma, e, per quanto assurdo possa sembrare, può decidere di catturare Papillon».

Il ministro Costa ha raccontato di aver avviato interlocuzioni con altri paesi che però, al momento, non hanno portato buoni esiti. In Italia la specie dell’orso bruno, alla quale appartiene Papillon, non può essere ospitata in qualsiasi parco: si scontrerebbe con altre specie di orsi creando dei problemi etologici e per la bio-diversità. «L’accanimento insensato nei confronti di questo povero orso, che ha la sola colpa di essere un orso, mi vede contrario - continua Costa -. Il lavoro che sto svolgendo da tempo per dare una vita dignitosa a Papillon e a tutti gli altri orsi che si ritrovano in questa situazione, è difficile. Ho fatto partire oggi (9 settembre 2020 ndr) una lettera per le regioni del Friuli Venezia-Giulia, Veneto e Lombardia per estendere il progetto anche nei loro territori così da poter distribuire gli orsi del Trentino in un più ampio ambiente idoneo».

Inoltre, il ministro ha comunicato di aver chiesto al reparto Cites dei Carabinieri e all’Ispra di andare nel recinto di Casteller dove, in questo momento, sono «detenuti» 3 orsi, per fare un sopralluogo mirato a valutare con precisione le condizioni in cui versano Papillon e gli altri due esemplari. «Sto con Papillon, e tutti dovrebbero indignarsi per quello che sta accadendo - conclude Costa -. Un orso, che non ha mai fatto male a nessuno, non ha mai aggredito nessuno non può e non deve essere trattato come un criminale da tenere in prigione».

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