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Proteste

Lo sciopero dei sindacati: green pass, salario minimo e morti sul lavoro

Sotto la neve, il corteo organizzato dai sindacati di base Cub, Sbm e Sol Cobas

La neve non ha fermato lo sciopero della Confederazione unitaria di base (Cub), del Sindacato di base multicategoriale (Sbm) e del Sindaco operai in lotta (Sol Cobas) previsto per martedì 15 febbraio alle 9.30 davanti al palazzo della Provincia a Trento.

Sciopero Cub, Sbm, Sol-Cobas 15 febbraio 2022_3-2

I sindacati sono scesi in piazza per chiedere:

  • l’introduzione di un salario minimo garantito intercategoriale di 1.500 euro mensili e la riduzione dell’orario di lavoro;
  • il blocco immediato dei licenziamenti e degli sfratti;
  • il commissariamento delle imprese responsabili dei morti sul lavoro;
  • il pieno recupero salariale del carovita sui beni primari di sussistenza;
  • investimenti pubblici straordinari sulla sanità, l’istruzione, la previdenza e l’assistenza;
  • l’abolizione dello stato di emergenza e del green pass, “per la libertà di scelta vaccinale”.

Quest’ultima rivendicazione cade nello stesso giorno in cui il governo ha fatto partire l’ultima stretta per far fronte alla pandemia: dalla mezzanotte del 15 febbraio scatta l'obbligo per tutti i lavoratori over 50 (sia dipendenti pubblici, sia privati, sia partite iva) di possedere il super green pass (che si ottiene completando il ciclo vaccinale o in seguito a guarigione). Chi ne è sprovvisto rischia una multa dai 600 ai 1.500 euro, oltre a risultare assente ingiustificato e perdendo così il diritto a retribuzione e contributi. Illegittimo invece il licenziamento.

Super green pass: le novità dal 15 febbraio

“Questo provvedimento non mira alla tutela della salute pubblica, né costituisce un bilanciamento fra diritti costituzionali, bensì un atto coercitivo: il governo dichiara di tutelare la nostra salute, privandoci del lavoro e della retribuzione, ovvero della possibilità di mangiare e vivere”, è la protesta dei sindacati. Assieme a loro si sono uniti circa 700 lavoratrici e lavoratori, in corteo questa mattina da piazza Dante, passando per il Comune di Trento, per terminare davanti al tribunale a largo Pigarelli.

Oltre alle misure contro il covid, sono stati contestati anche altri provvedimenti governativi, a cominciare dallo sblocco dei licenziamenti che, su scala nazionale, “ha determinato centinaia di chiusure e decine di migliaia di posti di lavoro persi”, favorendo invece “le grandi multinazionali (da quelle del farmaco alla grande distribuzione organizzata fino al commercio elettronico)”. Ma anche l’aumento del costo di energia e gas ad uso domestico, nonché dei carburanti e le morti sul lavoro: i sindacati hanno contestato i dati Inail che sottostimerebbero il numero di decessi perché considerano solo i lavoratori assicurati all’istituto.

Il corteo ha fatto inoltre tappa sotto il Comune di Trento per protestare contro la circonvallazione ferroviaria e la linea ad alta velocità, le bonifiche alle aree inquinate ex Sloi ed ex Carbochimica.

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