Domenica, 25 Luglio 2021
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Coronavirus, la lettera dell'Ordine dei medici: «evitare il peggioramento della situazione sanitaria e il collasso il sistema sanitario provinciale»

Le proposte dell'Ordine: dalla sorveglianza sanitaria alla comunicazione con i cittadini, dall'apertura delle scuole fino al contenimento del contagio. Non manca il cenno al risvolto umano

Foto di repertorio

I medici scrivono una lettera al presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti e all'assessore Stefania Segnana con la richiesta di essere ascoltati. Una missiva che snocciola, punto per punto, le cose da fare, come farle e quale sia, secondo loro, il metodo migliore: dalla sorveglianza sanitaria alla comunicazione con i cittadini, dall'apertura delle scuole fino al contenimento del contagio. Non manca il cenno al risvolto umano. 

«L’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri sin dallo scoppio della pandemia è intervenuto costantemente con consigli, proposte e suggerimenti non sempre ascoltati, offrendo ogni volta l’apertura alla collaborazione. Oggi l’Ordine sente l’obbligo di intervenire nuovamente per rafforzare l’adozione di misure urgenti rivolte ad evitare il peggioramento della situazione sanitaria e il collasso il sistema sanitario provinciale, già pesantemente provato» si legge nella missiva indirizzata al presidente e all'assessore e firmata dal presidente dell'Ordine Marco Ioppi.

«La situazione - prosegue Ioppi -, che stiamo vivendo in queste ultime settimane, è molto preoccupante, i dati sono impietosi anche se ormai, dopo giorni e giorni di annunci, c’è il rischio della routine o dell’assuefazione. Il numero importante dei casi positivi per 100.000 abitanti, la saturazione dei posti letto in area medica e nei reparti di terapia intensiva ci danno valori che vanno oltre le soglie critiche indicate dal Ministero. Se si fa un’analisi attenta con le altre regioni italiane, per la maggior parte con una popolazione di gran lunga più numerosa, si scopre che il Trentino è in Italia fra le aree a maggior sofferenza. Il numero dei decessi - ed è l’aspetto più grave - è costantemente elevato e determina per il Trentino danni sociali ed economici che è difficile quantificare».

Il presidente Ioppi avanza anche delle proposte, in parte già formulate, ma che i medici ritengono importanti per poter contrastare e riuscire a superare il grave momento che il Trentino si trova a dover vivere:

Sottoporre il personale a sorveglianza sanitaria

Eseguire una periodica sorveglianza su tutto il personale sanitario è per l’Ordine una richiesta prioritaria. «Questa strategia – spiega Ioppi -, oltre a dimostrare attenzione e rispetto verso professionisti che non meritano di vedere deluse le loro giuste aspettative, contribuisce senza dubbio a porre un freno alla diffusione del virus, garantendo le persone più fragili che il sanitario ha in cura (i focolai recenti insorti al S. Chiara e in particolare in Oncologia sono segnali indicativi preoccupanti), ad assicurare l’equità di trattamento per tutti gli altri malati no CoVID (cronici, oncologici, cardiopatici etc) e a proseguire gli screening di prevenzione».

La comunicazione ai cittadini

Con l’arrivo della periodo invernale e il picco dell’influenza stagionale si teme una nuova emergenza e l’Ordine ritiene che sia fondamentale attuare una comunicazione chiara verso i cittadini e ribadire costantemente l’importanza della prevenzione e del corretto comportamento individuale e sociale: mantenere lo stato di allerta, evitare i luoghi affollati, ridurre le aggregazioni, usare correttamente le mascherine, intensificare l’igiene delle mani, non pensare che la vaccinazione risolva nel breve tempo la pandemia.

«È necessario altresì far sentire la vicinanza delle istituzioni alla popolazione – sottolinea il presidente -, offrendo una informazione rapida ed esaustiva a chi ha dubbi e sintomi, a chi è relegato in isolamento, a chi, superata la crisi, deve affrontare la convalescenza. Risposte empatiche e rapide alleviano la solitudine della malattia e dell’isolamento e possono anche alleggerire la pressione sulla medicina del territorio, sui Pronto soccorsi e sugli ospedali. L’Ordine si aspetta in quest’ambito di poter condividere un progetto che, valorizzando la disponibilità dei 27 medici che si dono offerti volontari, rafforzi la centrale Covid. Vi è anche l’aspetto controverso sulla poca trasparenza dei dati relativi al contagio, che ci auguriamo venga preso in seria considerazione e risolto. A tal proposito l’Ordine nella lettera già inviata il 10 aprile e in quella del 4 novembre u.s. aveva indicato il corretto ruolo diagnostico dei tamponi».

L’apertura delle scuole

Secondo i medici va programmata con cura l’apertura delle scuole, garantendo il rispetto della distanza interindividuale sui mezzi di trasporto e favorendo l’inizio ad orari differenziati delle lezioni.

Il contenimento del contagio

Già nel mese di maggio l’Ordine aveva suggerito l’utilità di identificare sul territorio strutture (i cosiddetti COVID hotel) idonee all‘ isolamento di positivi asintomatici o paucisintomatici, che non avendo la possibilità di isolamento al proprio domicilio possono contribuire al perdurare della diffusione del contagio.

Il risvolto umano

«Merita una attenzione particolare il tema della morte in solitudine – afferma Ioppi -. È disumano condannare un nostro simile a morire da solo. Se questo poteva essere ammesso all’inizio della pandemia, ora non deve più essere tollerato e le istituzioni devono adoperarsi con tutte le forze, per garantire la presenza di un familiare nel momento della sofferenza e della morte, in modo da mitigare - per quanto si possa - il distacco e rendere dignità all’uomo. Molte di queste considerazioni erano già state fatte ma non ci stancheremo mai di riaffermarle, perché per un medico ogni vita salvata è la più importante».

L’Ordine è consapevole della grande responsabilità che la gestione di questa emergenza comporta e assicura disponibilità e collaborazione al fine che si faccia il possibile per contenerne gli impatti nefasti. «Non ci sono ricette che assicurino la soluzione del problema, la speranza nei vaccini è certamente un’ancora di salvezza a cui attaccarci, ma ci vorrà ancora del tempo prima di pensare di aver vinto la guerra - conclude Ioppi -. Ed è per questo che è necessario combattere ogni giorno per vincere le piccole battaglie».   

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