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Martedì, 7 Dicembre 2021
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Il 26 ottobre lavoratori pubblici in piazza a Trento

Sanità, scuola, pubblico impiego: "Giunta senza più alibi sui rinnovi contrattuali"

Saranno in piazza per protestare contro i rinnovi contrattuali che non arrivano, per colpa di "una Giunta senza più alibi". Martedì 26 ottobre è in programma la manifestazione dei lavoratori pubblici, con il corteo che si radunerà in piazza Dante (davanti alla sede della Provincia autonoma) alle 10. 

Il presidio è stato convocato da Fp Cgil, Flc Cgil, Cisl Fp, Cisl Scuola, Uil Fpl Sanità, Fenalt, Nursing up e Satos, per chiedere "il rispetto del ruolo e delle dignità delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici trentini, autonomie locali, sanità, case di riposo, scuola e formazione professionale". È necessario, dicono i promotori, "stanziare nella manovra di bilancio 2022 delle risorse necessarie per rinnovare i contratti, per la valorizzazione professionale, per assunzioni, per un processo di innovazione della P.A. che parta dal confronto con le rappresentanze dei lavoratori".

"La Giunta Fugatti - attaccano le sigle - sta esercitando il suo mandato con un chiaro pregiudizio nei confronti dei dipendenti del sistema pubblico trentino, immutato anche di fronte alla pandemia che ha reso evidente come sanità, case di riposo, assistenza sociale, scuola, formazione professionale, sicurezza, e tutti i servizi provinciali, comunali e delle comunità di valle costituiscano un baluardo imprescindibile per garantire servizi pubblici universali".

Secondo i promotori della protesta, "è sul tema del rinnovo dei contratti che l’atteggiamento della Giunta è particolarmente ingiustificato e senza più alibi: lo Stato ha coperto il minor gettito degli anni 2020 e 2021, imponenti le ultime manovre provinciali (600 milioni tra bilancio e assestamento nel solo 2021), segnali importanti di ripresa nel secondo trimestre 2021 (fatturato complessivo +36,5%), finanziamenti straordinari dal Pnrr. Cade quindi l’alibi della presunta insostenibilità dei rinnovi contrattuali, anche perché, se corrispondesse al vero, si porrebbe il tema della sostenibilità politico-istituzionale della stessa Autonomia per i servizi da assicurare in forza dello Statuto Speciale e per le tante funzioni delegate dello Stato".

"Per questo è tempo di cambiare rotta, ad evitare un periodo di conflittualità di cui non c’è davvero bisogno, ed assicurare al territorio coesione sociale e le necessarie risorse per affrontare adeguatamente le sfide storiche (e le opportunità) che abbiamo di fronte, rivedendo reclutamento e fabbisogni, accesso alle professioni, valorizzando il lavoro dei tanti professionisti dei settori pubblici (infermieri, oss, funzionari, tecnici, operai, professionisti, personale della scuola e della formazione professionale) affinché il settore pubblico eserciti appieno il proprio ruolo di volano per la ripresa sanitaria, economica e sociale del territorio" concludono i sindacati.

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