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Giovedì, 13 Giugno 2024
Le dichiarazioni

Lav all'attacco di Fugatti: "Famiglia Papi contro chi al tempo rispose con sorriso di circostanza"

La Lega antivivisezione prende la lettera con cui il padre di Andrea Papi chiede ai responsabili di dimettersi e rilancia

La Lav, Lega antivivisezione, parte dalla lettera del padre di Andrea Papi, in cui la famiglia del giovane di Caldes ha chiesto ai responsabili di dimettersi. Per gli animalisti non ci sono dubbi: quelle parole sono dirette al presidente della Provincia Maurizio Fugatti. dell’assessora Zanotelli, del dirigente De Col e del dirigente del settore foreste Giovannini, perché, per Lav, agli occhi della famiglia Papi sono loro i responsabili di “non aver allertato i cittadini del pericolo che incombeva sopra il nostro abitato con idonei cartelli e di grave pericolo interdendo le strade forestali con apposite transenne di chiusura: se ciò fosse avvenuto, mio figlio Andrea, oggi sarebbe ancora con noi”.

Si tratta di misure che sono adottate in tutte le aree del mondo con presenza di orsi e che la Lav aveva proposto all’attenzione degli stessi Zanotelli, De Col e Giovannini in un incontro tenutosi presso gli uffici dell’assessora provinciale il 1° giugno 2021. “In quell’occasione presentammo un documento che riportava tutte le misure di prevenzione presentate al convegno organizzato dalla LAV il 17 aprile 2021 da relatori canadesi e statunitensi forti di esperienze pluridecennali sul tema della convivenza pacifica – dichiara Massimo Vitturi, responsabile Lav, Animali Selvatici – ma nessuna delle alte cariche politiche e tecniche presenti dimostrò il minimo interessamento alle nostre proposte".

In particolare, l’indicazione presentata alla Provincia per la gestione dei sentieri riportava testualmente: “Si devono prevedere apposizione di avvisi e specifica attività informativa a titolo preventivo. In particolare, nelle aree dove si sia verificata un’interazione uomo-orso e nelle zone frequentate da mamme accompagnate dai cuccioli. Prevedere protocolli standardizzati per il posizionamento rapido della segnaletica e la diffusione delle informazioni in raccordo con il programma di coinvolgimento dei cittadini. Fino a prevedere chiusure dei sentieri al fine di ridurre le attività umane nelle zone maggiormente frequentate dagli orsi”.

Indicazioni che la provincia di Trento, con la consueta arroganza sempre dimostrata sul fronte della convivenza con gli animali selvatici, non ha neppure preso in considerazione. Ora i genitori di Andrea Papi chiedono giustizia. “Noi di Lav abbiamo depositato una memoria alla Procura di Trento e siamo a disposizione della Magistratura nel caso in cui ritenesse che le nostre proposte inviate alla Provincia possano in qualche modo aiutare a far emergere le eventuali responsabilità anche in relazione al conseguente mancato interesse dimostrato dai vertici politici e tecnici della Provincia di Trento rispetto alle misure di prevenzione proposte" conclude il gruppo a difesa degli animali. 

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