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La questione

Corte costituzionale boccia ingresso di Pat in Itas. Fugatti deluso

La sentenza è arrivata a inizio aprile. La posizione della Provincia autonoma

La Corte costituzionale ritiene non costituzionale l'ingresso della Provincia autonoma nel capitale di Itas. La notizia è arrivata a inizio aprile. Il ricorso da parte del Governo contro la legge della Provincia di Trento che autorizzava la Provincia autonoma a partecipare in qualità di socio sovventore, alla società Itas Mutua è stato presentato a settembre. Secondo quanto affermato dalla Pat, alla norma non era seguito alcun versamento di denaro. Le risorse saranno dirottate altrove.

"Rispettiamo la decisione della Corte costituzionale e la sentenza sul piano del diritto. Per quanto riguarda la scelta della Provincia autonoma di entrare all'interno di Itas, ribadiamo le ragioni per cui è stata presa la decisione: ovvero quelle di sostenere un pilastro del sistema economico e sociale del Trentino e, in questo modo, di perseguire uno degli obiettivi istituzionali di un ente pubblico, ovvero di garantire futuro e crescita diffusa ai suoi cittadini e al territorio" sottolinea il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti.

"Riteniamo che un ingresso in una società come Itas che, per la sua natura societaria e per la sua mission, rappresenta da oltre 200 anni un elemento di riferimento e di crescita della nostra comunità, avrebbe conseguito l'obiettivo di rendere il sistema economico trentino più forte e di mantenere e distribuire sul territorio benessere e sviluppo. L’intento dell'ingresso in Itas non era finalizzato né a distorcere la concorrenza, né a trarre profitti ma puntava a rafforzare il tessuto socio-economico, stante appunto il radicamento storico di Itas sul territorio, rafforzando il patrimonio e così indirettamente potenziare la società a beneficio di migliaia di cittadini" conclude il presidente Fugatti.

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