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Olimpiadi, per il Trentino un bilancio da record: "E ora sosteniamo le società e lo sport di base"

Intervista a Paola Mora, presidente provinciale del Coni: "Noi faremo la nostra parte. E andiamo a Pechino con grandi aspettative"

È passata una settimana dalla cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici di Tokyo. È tempo di bilanci e se quello dell’Italia è comunque da record, anche il contingente di atleti trentini ha detto la sua. Su tutti ovviamente risalta il trionfo nella vela del trentino Ruggero Tita, in coppia con Caterina Banti, primo storico oro di una squadra mista italiana e prima vittoria di un atleta trentino ai Giochi estivi. Ma sono tanti i motivi per essere soddisfatti: ne abbiamo parlato con Paola Mora, presidente del Coni del Trentino.

Presidente Mora, che bilancio fa dei Giochi? È soddisfatta dei risultati raggiunti dai "suoi" atleti?

"Assolutamente. È stata una spedizione splendida, tutti hanno fatto bene: Nadia Battocletti ad esempio è stata magnifica, si è qualificata migliorando il proprio record personale. Anche Alessandro Michieletto e Gianluca Galassi nella pallavolo sono stati tra i migliori (pur nel mezzo flop della Nazionale ndr). Siamo stati sfortunati nel ciclismo con Letizia Paternoster, che ha comunque firmato il record italiano. L’arrampicata era alla prima volta alle Olimpiadi e l’Italia era rappresentata dal nostro Ludovico Fossali. È stata comunque un’esperienza importante ed appagante, anche se tra tante difficoltà. Un’Olimpiade per tanti versi unica".

Quello di Ruggero Tita è ovviamente il risultato più importante. Quanto pesa la sua medaglia per il movimento trentino?

"Mi auguro che pesi notevolmente, non solo per la vela, che è uno degli sport che caratterizzano la nostra provincia, anche dal punto di vista turistico. Pensando al Trentino magari si pensa alle montagne, ma non possiamo dimenticare i nostri laghi, qui si allenano tanti campioni. L’effetto volano ci sarà per tutti gli sport, soprattutto per l’atletica, perché i risultati della Battocletti e anche di Yeman Crippa, non sono certo banali".

Dato lo spirito olimpico non possiamo certo parlare di promossi e bocciati. Ma c’è qualcuno che è andato oltre le sue aspettative? E qualcuno che invece non ha reso come ci si aspettava?

"Nadia Battocletti è andata senz’altro oltre le aspettative, da maggio in poi è migliorata tantissimo. Ruggero Tita è stato magnifico, ma il suo risultato era nell’aria, lui arrivava tra i favoriti. Il resto è difficile da dire, un conto è quello che si aspetta il pubblico e un conto è l’atto pratico, con quello che sente l’atleta in quel preciso momento. Ci sono dinamiche particolari, non me la sento di giudicare. Tra l’altro sono tutti atleti molto giovani, tra i 23 e i 25 anni, quindi avranno modo di rifarsi già tra tre anni a Parigi. Voglio ringraziarli tutti, compresi i tecnici e le società che li supportano, anche perché questa è stata la spedizione più numerosa di sempre per il Trentino: basti pensare che a Rio eravamo in cinque. Senza voler far polemiche con nessuno, se tutte le province avessero qualificato il numero di atleti che abbiamo qualificato noi, avremmo avuto un contingente italiano di oltre mille atleti".

E ora come si fa a non disperdere quanto di buono ci portiamo da Tokyo? Esiste il rischio che ci sia poco movimento dietro a delle individualità importanti?

"Questo è un grosso argomento. Bisogna capitalizzare subito sul territorio. Lo sport nasce dalle associazioni e dalla base, è lì che i ragazzi si appassionano. L’azione che deve essere fatta è multidisciplinare: condivisione degli allenamenti, come già succede con i centro Coni fino ai 14 anni, e poi soprattutto riuscire a presidiare la fascia di età 15-18 perché è lì che emergono le eccellenze ma è lì che viene disperso il capitale sportivo e giovanile perché c’è una fascia di abbandono importante. Poi serve un aggiornamento e un occhio particolare alla formazione dei tecnici, perché sono quelli che riescono ad individuare il talento e a farlo crescere. Lo sport si evolve molto più velocemente di tante altre attività, e per non rimanere indietro dobbiamo sostenere l’atleta, sia esso bambino o campione affermato. Per questo c’è bisogno di sostegno alle società e noi come Coni siamo pronti a mettere in campo le azioni necessarie".

Sembra strano dirlo, ma i prossimi Giochi arrivano tra pochi mesi, con le Olimpiadi invernali di Pechino 2022. Si sbilancia in una previsione?

"La Fisi trentina sta lavorando molto bene. Ho buone aspettative, ci sono tanti giovani, tanti emergenti, tante conferme anche dopo i risultati dell’ultima primavera. Sono molto ottimista soprattutto per quanto riguarda il ghiaccio, in particolare il pattinaggio di velocità. Tra l’altro qui abbiamo la nostra eccellenza, il centro federale di Baselga di Piné: una fucina dove c’è la più alta percentuale di medaglie di tutta Italia (tra l’altro, lo stadio del ghiaccio ospiterà le gare di pattinaggio ai Giochi di Milano-Cortina 2026 ndr). E poi non voglio gufare, ma sono convinta che faranno molto bene. Faremo bella figura".

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