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Giovedì, 13 Giugno 2024
Lavoro

Indagine Unioncamere, contratti in crescita, ma precari e non per i giovani

Nel 2021 le imprese trentine sono tornate ad assumere superando i livelli pre-pandemia. Ma si tratta soprattutto di contratti a termine. Tra gli under30 mancano le competenze richieste dal mercato

Nel 2021 le imprese trentine sono tornate ad assumere: sono stati 72.290 i contratti di lavoro programmati nell'anno passato, un aumento del 55,6% rispetto al 2020 (46.450 unità). Il confronto risulta positivo anche rispetto al 2019, ovvero al periodo pre-pandemia, che aveva fatto registrare 68.520 assunzioni. Il segnale di ripresa economica arriva dall'indagine denominata Excelsior, condotta da Unioncamere in collaborazione con Anpal, la società di servizi che opera nel campo delle politiche attive del lavoro. 

Molti contratti a termine, pochi giovani

Meno positivo il quadro se si guarda alla tipologia di contratti siglati e alla situazione dei più giovani.

Sul primo fronte, nel 2021 la stragrande maggioranza (88%) della domanda di lavoro espressa dalle imprese trentine ha riguardato assunzioni di lavoratori dipendenti, con una preferenza per i contratti a tempo determinato superiore di oltre 14 punti percentuali rispetto al dato nazionale (70,2% contro 55,9%). Una differenza che per Unioncamere "rispecchia il peso che il lavoro stagionale ha nella nostra provincia". Le assunzioni stabili (a tempo indeterminato o con un contratto di apprendistato) hanno rappresentato appena l’8,6% del totale.

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Se si guarda all'età delle figure professioniali richieste dalle imprese trentine nel 2021, le assunzioni riguardano per il 25,2% i giovani fino ai 29 anni, un aumento di un punto percentuale rispetto al 2019, ma in calo rispetto al 2020 (27%). Dato simile anche per la fascia 30-44 anni: 27%.

Mancano le competenze richieste dal mercato

Il 37,9% delle imprese trentine dichiara di incontrare difficoltà nel trovare le figure necessarie. Una difficoltà in continuo aumento sia a livello locale sia nazionale rispetto agli anni precedenti (32,2% nel 2021 e 26,4% del 2019).

Lo scarto tra domanda e offerta di lavoro riguarda soprattutto le professioni tecniche e a elevata specializzazione, gli operai, gli autisti e gli addetti nelle attività di ristorazione. Sul mercato sono molto richieste anche le competenze informatiche, non solo per le posizioni più qualificate, ma anche per quelle più generiche. Nel 2021 il possesso di conoscenze digitali di base era richiesto per oltre il 56% dei profili ricercati, contro il 17,4% del 2019.

“È sempre più difficile trovare personale e ancor più personale preparato e con esperienza - commenta Giovanni Bort, presidente della Camera di commercio di Trento -. Dobbiamo da un lato ripensare i percorsi di formazione e perfezionamento professionale per allinearli ai profili richiesti, dall’altro potenziare l’offerta formativa e facilitare la transizione dei giovani dalla scuola al mondo del lavoro. Per questo ribadisco la centralità dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, che anche alla luce degli ultimi tragici accadimenti, devono svolgersi in totale sicurezza”.

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Assunzioni in crescita per turismo, commercio e costruzioni

Considerando i singoli settori economici, il fabbisogno è stato determinato per lo più dai servizi (44.730 unità pari al 61,9% del totale), in particolare in ambito ricettivo, turistico e della ristorazione. In quest'ultimo caso, il numero di potenziali addetti (camerieri e cuochi) è ritornato su valori simili a quelli pre-pandemia (-650 unità rispetto al 2019 e +9.190 rispetto al 2020).

Al secondo posto, ma con un notevole distacco, il personale delle aree del commercio e della vendita (10.510, 14,5%), della logistica (5.880, 8,1%), della tecnica e della progettazione (6.220, 8,6%), della direzione e dei servizi generali (2.350, 3,3%) e dell’amministrazione (2.590, 3,6%).

Anche nei settori del commercio e delle costruzioni si prevedono assunzioni in crescita rispetto al primo anno di pandemia. Per il commercio si parla di +940 rispetto al 2020 (-760 rispetto al 2019), mentre per le costruzioni si prevede l'assunzione di 3.260 artigiani e operai specializzati, superando i livelli registrati nel 2019. Un andamento riscontrato anche a livello nazionale, collegato soprattutto alle agevolazioni fiscali previste dal governo.

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