Martedì, 22 Giugno 2021
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Suanfarma, acque di scarico diluite per eludere i controlli: indagine in corso

Lo stabilimento chimico di Rovereto, ex Sandoz, di proprietà della multinazionale farmaceutica al centro di un'indagine della Procura

La Suanfarma, ex Sandoz, di Rovereto sotto la lente d'ingrandimento di Noe e Appa. I carabinieri del Nucleo ambientale i sono presentati allo stabilimento della multinazionale farmaceutica per controlli approfonditi sulle modalità di gestione delle acque di scarico. L'accusa, tutta da dimostrare, è di grave reato ambientale. Tuttavia i fatti non riguarderebbero il "core business" dell'azienda. L'impianto, infatti, rimane in funzione e sostanzialmnte nulla cambia nella vita quotidiana della fabbrica. C'è però un'indagine preliminare in corso. 

"Evidenti anomalie in qualche modo riconducibili all’impianto farmaceutico sono state già registrate nel tempo: le ripetute segnalazioni pervenute agli organi di controllo per le singolari colorazioni del rio Coste, le emissioni nauseabonde e la presenza nelle acque di fanghi avevano così portato la competente Agenzia provinciale per la protezione ambientale ad installare alcuni anni fa una centralina di monitoraggio", spiegano i carabinieri in un comunicato.

Centralina che, va detto, non ha mai registrato valori al di sopra dei limiti previsti dalla legge. Dall'altra parte, però, qualcosa di anomalo è stato notato nelle acque del fiume Adige, dove sfocia il Rio Coste. I carabinieri del Noe di Trento hanno utilizzato un elicottero della Guaria Costiera di Sarzana per effettuare dei sorvoli sul fiume con apparecchi di rilevamento termico. In questo modo si è arrivati ad accertare "la persistenza degli inquinanti nel fiume Adige e l’abusivo utilizzo di acque di falda", spiega la nota.

Tali acque, secondo le accuse mosse dagli inquirenti, sarebbero state utilizzate per diluire la concentrazione di contaminanti rilasciati nel Rio Coste, in particolar modo quando si presentavano controlli. Nella giornata di martedì 2 febbraio sono stati dunque sequestrati i pozzi da cui l'azienda attinge l'acqua e l'autocampionatore presete nello stabilimento, che sarebbe stato addirittura modificato per eludere i controlli. Parallelamente sono stati raccolti elementi che serviranno all'indagine preliminare. Lo stabilimento è comunque in attività, in modo da salvaguardare la continuità della produzione e del lavoro.

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