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L'esemplare di gufo di palude catturato e rilasciato in Val di Ledro

L'esemplare di gufo di palude catturato e rilasciato in Val di Ledro

Val di Ledro, Muse: inanellati 11.000 uccelli, per la prima volta anche il raro gufo di palude

Stazione di inanellamento a scopo scientifico: ecco il bilancio di due mesi e mezzo di lavoro

Reti sì, ma a scopo scientifico. La zona di passo di Bocca del Caset, in Val di Ledro è sede della stazione di inanellamento uccelli a scopo scientifico gestita dal Muse. La zona al confine tra le province di Trento e Brescia, purtroppo, in pasato è stata anche teatro di azioni di bracconaggio sui piccoli uccelli di passo, dato che è uno dei punti sulla rotta migratoria di diverse specie.

In questo caso , però, a mettere le reti sono i volontari del progetto, che chiaramente liberano gli esemplari dopo averli catturati, registrati ed inanellati. Gli anelli servono per conoscere le abitudini delle singole specie e non è raro che un esemplare già inanellato in passato torni sulla stessa rotta. In particolare quest'anno si sono "ripresentati" una civetta capogrosso ed uno sparviere.

Due mesi e mezzo di lavoro

La stagione 2020 si è conclusa dopo 80 giorni di lavoro continuato, 7 giorni su 7 e, quasi per l'intero periodo, 24 ore su 24. Gli esemplari catturati, e liberati, sono stati 11.000. E' stata registrata la presenza di 62 divere specie. Protagonista assoluto il lucherino, ma non sono mancate sorprese come quella del gufo di palude, primo avvistamento nella storia della stazione, dal 1997 ad oggi.

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La stazione di Bocca Caset sorge nel cuore della Riserva di Biosfera Unesco Alpi Ledrensi e Judicaria. E' una delle due stazioni di inanellamento a scopo scientifico gestite dal museo nell’ambito del Progetto Alpi, l'altra è al Passo Brocon nel Tesino. Il progetto dalla fine da quasi 25 anni studia l’ecologia della migrazione, coordinando con il Centro Italiano di Inanellamento dell’Ispra l’attività delle tante stazioni distribuite in tutto l’arco alpino.

Arriva anche il gufo di palude

"Ad interrompere la quotidianità del lavoro - spiega una nota del Muse - è giunta anche qualche cattura più inaspettata: vecchie conoscenze come la civetta capogrosso inanellata nel 2012 o lo sparviere del 2015, e rare catture di alcune specie come il pettazzurro e l’usignolo, o quella del gufo di palude, primo esemplare a Bocca Caset. Un incontro che si è guadagnato un posto speciale nella storia quasi trentennale della stazione. Uccello tipico delle brughiere e paludi del nord Europa, con l'arrivo dell'autunno è solito spostarsi verso le sue aree centro-meridionali, talvolta spingendosi anche oltre il Sahara". 

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"In una stagione comunque segnata dalle restrizioni imposte dalla pandemia di Coronavirus, le persone che nei mesi di attività hanno raggiunto la stazione sono state numerosissime: adulti e bambini, escursionisti curiosi e di passaggio, abitanti della valle divenuti ormai visitatori affezionati. Ancora una volta, Bocca Caset - conclude lo staff del Muse - ha confermato la sua unicità quale luogo per la migrazione: un punto privilegiato in cui studiarla, osservarla e farla conoscere". 
 

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