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Farina di grillo anche per gli strudel? Cosa succede dopo l'ok dell'Ue

Walch: "Il gusto della farina di grillo è ottimo, con un leggero richiamo alla nocciola che si sposa bene con molti ingredienti, anche dei piatti più tradizionali"

A inizio anno è arrivato il via libera alla vendita sul mercato alimentare Ue di nuovi prodotti a base di grillo domestico. L'esemplare ricco di proteine, noto anche col nome scientifico Acheta domesticus, in passato era già stato autorizzato come nuovo alimento se venduto intero, congelato o essiccato. La nuova promozione di Bruxelles, comunicata nella Gazzetta ufficiale dell'Ue, prevede la commercializzazione della polvere parzialmente sgrassata ottenuta dall'insetto. 

Come riporta EuropaToday, il regolamento Ue che autorizza il nuovo prodotto alimentare arriva sulla base di un parere dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che ha sede a Parma. Nel suo parere scientifico, l'Efsa ha concluso che la polvere parzialmente sgrassata di grillo domestico "è sicura". La polvere potrà essere utilizzata "nel pane e nei panini multicereali, nei cracker e nei grissini e nelle barrette ai cereali", si legge sulla Gazzetta ufficiale dell'Ue. Ma anche "nelle premiscele secche per prodotti da forno, nei biscotti, nei prodotti secchi a base di pasta farcita e non farcita, nelle salse, nei prodotti trasformati a base di patate, nei piatti a base di leguminose e di verdure" e addirittura "nella pizza, nei prodotti a base di pasta, nel siero di latte in polvere, nei prodotti sostitutivi della carne, nelle minestre e nelle minestre concentrate o in polvere, negli snack a base di farina di granturco, nelle bevande tipo birra, nei prodotti a base di cioccolato, nella frutta a guscio e nei semi oleosi, negli snack diversi dalle patatine e nei preparati a base di carne".

Ovviamente l'uso del grillo in polvere in tali alimenti dovrà essere conforme alle regole sull'indicazione degli ingredienti in etichetta. "Ad oggi, non vi sono prove conclusive che colleghino direttamente il consumo di Acheta domesticus a casi di sensibilizzazione primaria e allergie", ha garantito la Commissione, la quale ritiene che "non sia opportuno includere nell'elenco dell'Unione dei nuovi alimenti autorizzati alcun requisito specifico in materia di etichettatura relativo alla possibilità che Acheta domesticus causi una sensibilizzazione primaria".

Sulle nostre tavole arrivano i grilli, via libera dell'Ue al consumo per l'uomo

Per un periodo di cinque anni a decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento, 24 gennaio 2023, solo la società Cricket One Co. Ltd, che aveva richiesto il via libera Ue, "è autorizzata a immettere sul mercato dell'Unione il nuovo alimento, salvo nel caso in cui un richiedente successivo ottenga un'autorizzazione per tale nuovo alimento". L'azienda specializzata negli insetti per uso alimentare aveva fatto richiesta di immissione sul mercato della polvere sgrassata di grillo domestico nel luglio del 2019.

Porte aperte al suo uso in cucina e al suo sbarco tra le peculiarità altoatesine è già possibile. La conferma arriva da un post pubblicato sulla pagina di Confesercenti Alto Adige - Südtirol. "Ne parliamo con la rappresentante degli agenti di commercio in Confesercenti Monika Walch che coltiva ampi e continui contatti nel settore food del nostro territorio. 'Perché no? Il gusto della farina di grillo è ottimo, con un leggero richiamo alla nocciola che si sposa bene con molti ingredienti, anche dei piatti più tradizionali. In più è molto nutriente, con oltre 65% di proteine complete, composte da tutti i nove amminoacidi essenziali. Tutto con meno grassi saturi e colesterolo rispetto ad altri cibi'. Fatta la tara al rifiuto culturale (aspetto comunque non facile da affrontare) siamo al cospetto di un alimento dall’alto valore nutrizionale e molto meno impattante sull’ecosistema. 'Questa farina contiene minerali vitali come calcio, fosforo, zinco e ferro, è ricca di vitamine dei gruppi C e B e ha un alto contenuto di fibre. In confronto la carne di manzo contiene metà delle proteine dei grilli che necessitano dello 0,05% di acqua rispetto a un bovino per produrre la stessa quantità di proteine. In più, un terzo delle terre del mondo è utilizzato per produrre carne di manzo, e per produrre 1 kg di manzo vengono usati 200 mq di superficie mentre per 1 kg di grilli bastano 15 mq. Nella produzione di gas serra i grilli contribuiscono solamente con l’1% mentre le industrie delle carni sono la seconda causa mondiale dell’inquinamento atmosferico'.

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