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Sabato, 22 Giugno 2024
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Aumentano le città dove i poliziotti usano il taser. FdI: "La Giunta solleciti i Comuni trentini"

La possibilità è prevista dal 2018. Rossato (FdI): "Le pistole a impulsi elettrici garantiscono la difesa degli agenti e la tutela dei cittadini"

Sale a 33 il numero delle città italiane in cui gli agenti di polizia dispongono del cosiddetto taser, la pistola a impulsi elettrici usata per bloccare le funzioni motorie del soggetto colpito. La decisione è stata presa seguendo un cronoprogramma stabilito d’intesa dagli uffici centrali della polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri e della guardia di finanza. 

Per rendere effettiva questa possibilità anche in Trentino è necessario che i Comuni modifichino i propri regolamenti speciali sull'arma. Per questo motivo, venerdì 13 maggio, il gruppo del consiglio comunale di Trento di Fratelli d’Italia ha depositato una proposta di mozione a prima firma della consigliera Katia Rossato, assieme a Claudio Cia e Alessia Ambrosi, per impegnare la Giunta provinciale a sollecitare i Comuni trentini "al fine di garantire la difesa personale degli agenti e la tutela dei cittadini".

Come funziona il taser e quando può essere usato

La caratteristica principale del taser consiste nella capacità di proiettare a corto raggio una coppia di dardi dotati di impulsi elettrici, con lo scopo di bloccare temporaneamente le funzioni motorie del soggetto colpito, rendendolo inoffensivo.

L’impiego di tale strumentazione rientra nell'articolo 53 del codice penale: “Uso legittimo delle armi”. Si tratta di una misura estrema per la gestione di soggetti pericolosi, alla quale gli operatori possono ricorrere qualora la ricerca del dialogo e della collaborazione non abbia dato esito positivo.

La pistola a impulsi elettrici viene assegnata solo agli operatori che hanno frequentato uno specifico corso di formazione su aspetti sia operativi sia teorico-giuridici, svolto da istruttori specializzati, al fine di garantire la tutela della sicurezza di tutti i soggetti coinvolti. La stessa proposta di mozione di FdI intende "promuovere il rafforzamento della formazione del personale di polizia locale attraverso l’organizzazione di percorsi formativi integrati sul tema dell’utilizzo di armi comuni a impulsi elettrici a scopo di difesa personale".

La possibilità per le polizia locali di sperimentare e acquisire in dotazione i taser è stata introdotta dalla legge 132 del 2018. In una prima fase potevano usufruirne solo i comuni capoluogo o con più di 100mila abitanti. Successivamente, si è aperto anche ad altri comuni individuati sulla base di alcuni parametri come il rapporto tra operatori di polizia locale e popolazione residente o il numero d’infrazioni al codice della strada rilevate, da definirsi in ogni caso nel dettaglio con apposito decreto del ministero dell’Interno.

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